«In verità ti dico, mi dispiace molto per lui, non meritava tutto questo». Dove con «tutto questo», si intende una conclusione a tal punto ingloriosa. Nell'aula senatoriale, sono in molti a pensarla così. Silvio Berlusconi gesticola platealmente dal banco. Non se ne capacita. Sembra inveire contro Ignazio La Russa ma in realtà, sta solo recriminando con se stesso: «I miei non mi hanno voluto seguire». La strategia messa in atto da Licia Ronzulli, ha sortito gli effetti peggiori possibili. Il partito azzurro si è sgretolato. Il generale Berlusconi, mandato al voto in solitaria, si è voltato non trovando nessuno dei suoi soldati. È stato lasciato solo. Ammutinato. Un affronto che nessun leader di partito può subire, senza che vi siano ripercussioni alcune. Non il Silvio Berlusconi che del centrodestra è stato federatore. Lui, l'ex presidente del Consiglio. Un gruppo quello di FI oramai diviso da correnti e ambizioni personali, totalmente fuori portata. Con parlamentari pronti a rispondere «presente», anche solo ai primi ammiccamenti, di Lega e Fdi. Pronti in un baleno, ad abbandonare la corrente ronzulliana, per trovare riparo altrove.
Resa dei conti tra Berlusconi e Meloni: “Prepotente, arrogante, offensiva”«Se vogliono, in pochi mesi gli alleati, ci svuotano il gruppo» diceva un parlamentare azzurro ieri all'uscita della Camera. Questa operazione denota tra l'altro, come si siano rinsaldati i rapporti tra Lega e Fdi. Il rischio che in molti di Forza Italia, non vogliano immolarsi per una causa persa, c'è ed è concreto. «Non vi è sensibilità politica» dice un anziano amico del leader azzurro. Era evidente che Meloni fosse «coperta» con i voti di Renzi. Queste sono le basi della politica. Lei ha pure provato a farglielo capire, prima della chiama. Impossibile che uno come Berlusconi, con la sua storia, non l'abbia capito da subito. «Non meritava tutto questo» ripetono ancora in aula. Sembra tutto impossibile. È accaduto realmente. Nella tarda serata rimbalza clamorosa la notizia: «Berlusconi andrà alle consultazioni da solo». È un bluff o davvero i falchi azzurri, non intendono arrendersi all'evidenza e rilanciano? Un male questo, anche perché vi sono ancora ministeri e sottosegretariati da assegnare. Il rischio per Forza Italia è quello di vedersi ridurre ulteriormente gli spazi di competenza. Ora se nel mirino finissero tutti i fedelissimi della senatrice milanese, cosa potrebbe accadere ad esempio? «Governo di alto profilo e soprattutto senza screzi al suo interno» continuano a ripetere fonti accreditate. Messaggio e destinatario paiono del tutto inequivocabili. Non verranno tollerate correnti interne all'esecutivo.
“Niente ricatti, piuttosto se ne va a casa”. La Russa traccia la strada del governo MeloniIl tempo sta scadendo e questa impasse, rischia di far precipitare ulteriormente i rapporti tra gli alleati. Durante il week end pare sia stato fissato un pranzo a Villa San Martino, con le persone più vicine a Silvio Berlusconi. Dalla famiglia a Gianni Letta passando per Adriano Galliani e Fedele Confalonieri. Il rischio di una Forza Italia marginalizzata sarebbe un danno troppo grande da affrontare per tutto. Per l'immagine in primis e per le aziende del gruppo, in secundis.
