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Calenda all'angolo si sfoga contro Meloni: "Con lei si rischia lo sfascio, non il fascio"

Il Terzo Polo finisce marginalizzato nel dibattito e si affida agli attacchi contro il centrodestra e contro Letta

Christian Campigli
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La paura di perdere fa novanta. E così, tra una battuta di cattivo gusto e un maldestro tentativo di analisi politica, il Terzo Polo prova a raschiare il barile. A raccattare voti. Non con le proprie idee, ma instillando un dubbio nell'elettore medio: se anche il centrodestra dovesse vincere, il governo dei conservatori durerà pochissimo.

“È una coalizione che non può reggere, si detestano. Il rischio vero è lo sfascio, non il fascio”. Parole e musica di Carlo Calenda, intervenuto questa mattina a Rtl 102.5. Il leader di Azione, che la scorsa settimana ha dovuto masticare amaro dopo la porta in faccia presa da Mario Draghi (“no ad un secondo mandato”), ha mandato all'attacco, nelle ultime due settimane di campagna elettorale, Matteo Renzi. Il nativo di Rignano, in realtà, si è distinto solo per due polemiche sterili con Giuseppe Conte prima e con Roberto Scarpinato poi. “C'è poca voglia di governare – prosegue Calenda - La Meloni è nervosissima, arrabbiata, non fai una campagna di aggressività. Salvini c'è stato al governo, ha levato il canone Rai? Se uno ha promesso la flat tax e non l'ha fatta, se ha detto che avrebbe cacciato 500mila irregolari e ne ha cacciati meno di Alfano, se dice togliamo il canone Rai sta promettendo una ca.....ta. Possiamo dire così?”. Immancabile la stoccata al centrosinistra, al quale, il Terzo Polo, è convinto di levare un numero assai alto di consensi e, soprattutto, di elettori. “Prodi viene da una storia che Letta sta replicando in peggio. Ha sostituito Bertinotti e Pecoraro Scanio con Bonelli e Fratoianni ma dice, tanto non ci facciamo il governo. Credo non sia mai successo nella storia della Repubblica, è una campagna da matti veri”.

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