carenza di medici

La cura di Matteo Salvini per l'Italia: "Via il numero chiuso alla facoltà di Medicina"

Daniele Di Mario

Via il numero chiuso alle facoltà di Medicina nelle università italiane. La proposta arriva da Matteo Salvini, che parte da una semplice considerazione: il nostro Paese ha bisogno di medici, spesso è costretto a cercarli anche all'estero, ma i posti per gli studenti universitari sono pochi. Per questo il numero chiuso va abolito. «Bisogna invertire la rotta», esorta il segretario della Lega, che ricorda come i posti disponibili per Medicina nelle università italiane siano «15mila, a fronte di 65.378 ragazzi che si sono iscritti ai test. L'Italia - dice il leader del Carroccio - ha bisogno di medici e operatori sanitari, ma gli accessi all'università sono limitati e il nostro Paese cerca dottori all'estero. Una situazione paradossale, soprattutto in epoca di Covid e considerando che molti dei profili più brillanti scelgono di lasciare l'Italia per guadagnare di più oltreconfine: ecco perché la Lega ha proposto di cancellare il limite per gli accessi all'università, seguendo la strada della Francia, così da consentire a tutti di mettersi alla prova». «Nel 2018 - ricorda Salvini gli ammessi a Medicina erano circa 8mila, oggi i posti disponibili sono arrivati a 14.790 a cui si aggiungono 1.146 studenti extra Ue per 15.936 totale. Un incremento reso possibile anche da fondi regionali e dal Pnrr. Ovviamente la novità andrà calibrata con attenzione per adeguare strutture e corsi di studio, ma l'importante - sostiene Salvini, che parla del tema anche nelle sue dirette social - è invertire la rotta».

 

  

 

E parlando con i giornalisti fuori dall'Università di Milano, Salvini si dice certo dell'esito elettorale: «I sondaggi dicono che stiamo per stravincere e che il centrodestra avrà i due terzi dei seggi. Quanto prendono M5S e Pd mi interessa men che zero. Io ho voglia di governare questo Paese». «A me- precisa però il segretario leghista - interessa poco stravincere e avere un milione di disoccupati in piazza il 2 novembre. Non è possibile, non è pensabile. Mi interessa vincere e governare un Paese vivo, non un Paese in ginocchio». Quanto alla formazione di un futuro governo di centrodestra, Salvini è netto: «È passata l'epoca dei tecnici. Noi chiediamo la fiducia agli italiani per la buona politica con la "P" maiuscola. Ci prendiamo le nostre responsabilità. La Lega ha sempre mantenuto gli impegni presi. È tempo che la buona politica ne risponda». «Avere due o tre nomi a rappresentare gli italiani prima del voto - aggiunge - sarebbe utile per la scelta dei cittadini soprattutto in alcuni ministeri importanti, penso agli Esteri, all'Economia, alla Giustizia. Prima però bisogna vincere le elezioni».

 

 

Per questo, Salvini invita tutti «a non guardare i giornali, che dicono che il centrodestra ha già vinto e che il Pd e il M5s hanno già perso. Calma, la partita finisce il 25 settembre alle 23». Il segretario del Carroccio invita a raggiungere, in questi giorni, tutti coloro che pensano di astenersi. «Andate a parlare con chi pensa che andare a votare o non andare a votare sia la stessa cosa - sottolinea - È falso, perché è la politica che decide se si va in pensione prima o dopo, se si pagano più o meno tasse, se si dà un aiuto a chi ha una casa che sta cercando disperatamente di regolarizzare».