taglio ai parlamentari

Elezioni politiche 2022, scatta la corsa al seggio dei parlamentari: “Tanti scontenti nel Pd”

«Si salvi chi può...». Negli ultimi giorni di lavoro parlamentare alle Camere deputati e senatori fanno i conti con il voto anticipato. «Tante persone saranno scontente fra due settimane», quando saranno approvate le liste, fa presente anche il segretario dem Letta che nell’assemblea di questa mattina ha presentato il regolamento per le candidature. Il centrodestra farà il punto domani: al vertice dei leader convocato alla Camera si dovrebbe trovare un compromesso, ogni partito della coalizione indicherà il proprio candidato premier - come invocato dalla stessa Meloni - ma sulla distribuzione dei collegi Forza Italia e Lega inviteranno Fratelli d’Italia ad abbassare le pretese. Fdi chiede di partire dalla base dei sondaggi, chiede che venga riconosciuto che il partito rappresenta il 50% e oltre della coalizione. 

 

  

 

Nell’altro campo i riflettori, oltre che sul Pd, sono puntati su Calenda che non ha ancora sciolto la riserva sulle alleanze, mentre Renzi ribadisce che «per il momento corriamo da soli». «Se Draghi dicesse che non è disponibile, allora mi candiderei io. Spiegheremo come intendo governare questo Paese», afferma il leader di Azione. «La discussione sulla premiership è stata surreale, nella giornata di ieri. A chi affila le armi dico che - ha sottolineato Letta - a palazzo Chigi si va perché gli elettori ti spingono lì e il Parlamento ti vota. Io vorrei derubricare questa assurda discussione e dire che, se volete, assumo completamente il ruolo e la responsabilità di front runner della nostra lista». 

 

 

Nel Movimento 5 stelle si ragiona su una quota di circa 40 parlamentari ‘certi’, e la fibrillazione resta tra gli eletti della prima ora e quelli già al secondo mandato, perché il presidente pentastellato Conte punterebbe ancora a delle deroghe, al di là delle resistenze del garante Grillo. «Deroghe legate a criteri di meritocrazia e di esperienza ci dovranno essere, così tutti potranno fare campagna elettorale», osserva un big M5s. «La regola del secondo mandato serve a evitare che si finisca a fare politica e perseguire interessi personali più che vivere la politica come servizio. C’è una discussione in corso, vedremo», ha rimarcato il capogruppo M5s al Senato a 24 Mattino su Radio 24. Intanto Conte prende tempo, sta dialogando con De Magistris e Europa verde, da diversi giorni non convoca il Consiglio nazionale. Crimi avrà le chiavi dei dati del Movimento. E a chi obietta che nel 2013 e nel 2018 c’era Rousseau che spingeva la macchina, un contiano sottolinea come il tempo sia stretto, «è tutto pronto, c’è solo da far partire la campagna elettorale e non dovrebbe esserci spazio per le parlamentarie».