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Elezioni il 25 settembre, Mattarella detta l'ultima agenda a Draghi

Dario Martini

Si vota il 25 settembre, in una sola giornata. La campagna elettorale inizia sotto l’ombrellone e terminerà con la fine dell’estate. Ad ufficializzare la data è stato Mario Draghi ieri sera in Consiglio dei ministri. Il premier si era dimesso in mattinata al Quirinale, ma resterà in carica per «gli affari correnti». Anche se, come ha spiegato in diretta tv il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il periodo che attraversiamo non consente pause». Ci sono delle emergenze che l’esecutivo non potrà esimersi dall’affrontare. Per usare un ossimoro, quella dei prossimi due mesi sarà "un’ordinaria amministrazione eccezionale".

 

  

Il capo dello Stato ha chiesto ai partiti «un contributo costruttivo», sebbene sia consapevole che assisteremo ad una campagna elettorale «intesa e acuta». Mattarella ha indicato quattro priorità di fronte a cui Draghi non potrà tirarsi indietro. Primo: «Gli interventi indispensabili per contrastare gli effetti della crisi economica e sociale e, in particolare, dell’aumento dell’inflazione che, causata soprattutto dal costo dell’energia e dei prodotti alimentari, comporta pesanti conseguenze per le famiglie e per le imprese». Secondo: rivestirà importanza «importanza decisiva l’attuazione nei tempi concordati del Pnrr, cui sono condizionati i necessari e consistenti fondi europei di sostegno».

 

Terzo: bisognerà continuare a «contenere gli effetti della guerra della Russia contro l’Ucraina sul piano della sicurezza dell’Europa e del nostro Paese», perseguendo «la sempre più necessaria collaborazione a livello europeo e internazionale». Quarto: «Non può essere ignorato il dovere di proseguire nell’azione di contrasto alla pandemia, che si manifesta tuttora pericolosamente diffusa».

Quindi, inflazione, Pnrr, Ucraina e Covid. Saranno queste le direttrici che seguirà il governo dimissionario fino al 25 settembre. Draghi lo ha detto nel suo discorso a Palazzo Chigi di fronte ai ministri riuniti: «Voglio ringraziare voi tutti per la dedizione, la generosità e il pragmatismo che avete dimostrato in questi mesi. Dobbiamo essere molto orgogliosi del lavoro che abbiamo svolto, nel solco del mandato del presidente della Repubblica, al servizio di tutti i cittadini. L’Italia ha tutto per essere forte, autorevole, credibile nel mondo. Lo avete dimostrato giorno dopo giorno in questi mesi di governo. Ora dobbiamo mantenere la stessa determinazione nell’attività che potremo svolgere nelle prossime settimane, nei limiti del perimetro che è stato disegnato. In particolare, dobbiamo far fronte alle emergenze legate alla pandemia, alla guerra in Ucraina, all’inflazione e al costo dell’energia. Dobbiamo portare avanti l’implementazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - anche per favorire il lavoro del governo che ci succederà. Porterò con me un ricordo molto bello di queste riunioni, degli scambi che ho avuto individualmente con voi. Ci sarà ancora tempo per i saluti. Ora rimettiamoci al lavoro».

I partiti, intanto, sono già in campagna elettorale. I tempi stringono. Con il voto il 25 settembre, i simboli al Viminale andranno presentati tra il 12 e il 14 agosto. Le liste, le firme e i candidati per i collegi uninominali nelle Corti d’Appello tra il 21 e il 22 agosto. Dopo aver ricevuto, come da prassi, i presidenti di Camera e Senato Roberto Fico ed Elisabetta Casellati, Mattarella ha spiegato che non poteva fare altro che sciogliere immediatamente il Parlamento, nonostante sia sempre «l’ultima scelta da compiere, soprattutto se come in questo periodo davanti alle Camere vi sono molti adempimenti da portare a compimento nell’interesse del paese». Eppure, ha aggiunto, «la situazione politica che ha condotto a questa decisione, il voto e le modalità con cui è stato espresso al Senato hanno reso evidente il venir meno del sostegno parlamentare al governo e l’assenza di prospettive nel dar vita a una nuova maggioranza». È matematica: senza M5S, Forza Italia e Lega non si poteva più andare avanti.

 

Intanto, i parlamentari al primo mandato possono stare tranquilli. Quanto accaduto in questi ultimi due giorni non metterà a rischio le loro finanze. Matureranno tranquillamente il diritto alla pressione, che scatta dopo 4 anni, 6 mesi e un giorno di legislatura. Scadenza che scatta proprio un giorno prima del voto: il 24 settembre. Ma avrebbero diritto al vitalizio anche se le Camere fossero state sciolte più avanti. La legge, infatti, stabilisce che ciascun parlamentare resti in carica fino alla prima seduta del Parlamento successivo.

Non sono mancate ovviamente le reazioni dalle altri capitali. Gli alleati occidentali hanno usato parole di stima nei confronti di Draghi, mentre da Mosca sono state respinte le accuse di star festeggiando per la crisi italiana. Tra i primi a rendere tributo a SuperMario è stato il presidente francese Emmanuel Macron: «Draghi è un grande uomo di Stato e un partner affidabile». Dagli Usa, dove Joe Biden è risultato positivo al Covid, è intervenuto un portavoce della Casa Bianca: «Gli Usa non commentano le questioni politiche interne», sottolineando però che gli Stati Uniti «rispettano e sostengono il processo costituzionale» italiano. E ha aggiunto: «Gli Stati Uniti e l’Italia sono stretti alleati, con una forte partnership fondata sui valori condivisi della democrazia, dei diritti umani e della prosperità economica. Continueremo a lavorare insieme a stretto contatto su varie importanti priorità, compreso il sostegno all’Ucraina contro l’aggressione russa».

Dopo Washington, è stata la volta del Cremlino: «L’Italia è un Paese indipendente e gli italiani sono gli unici che possono scegliere i loro rappresentanti», ha messo in evidenza la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova. «Le dimissioni di Draghi sono un affare interno dell’Italia e non vogliamo interferire», ha commentato all’Agi il portavoce della presidenza russa, Dmitri Peskov, che ha aggiunto sibillino: «Possiamo solo constatare che il periodo del suo governo è coinciso con una fase molto sfortunata nelle nostre relazioni bilaterali». Ovviamente, di tenore completamente opposto la reazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky: «Sono sinceramente grato a Mario Draghi per il sostegno incrollabile all’Ucraina nella lotta contro l’aggressione russa e nella difesa dei valori europei comuni: democrazia e libertà», ha scritto su Twitter, dicendosi convinto che il supporto di Roma a Kiev continuerà.