tormenti grillini

M5s, il sondaggio riservato di Conte manda tutti in tilt. Chat infuocate, siluro al Pd in vista delle politiche 2023

Nelle chat grilline alla vigilia del faccia a faccia tra Giuseppe Conte e il premier Mario Draghi di lunedì 4 luglio c'è grande confusione: stare nel governo o uscire dalla maggioranza? Il clima è teso, anche alla luce dell'avvertimento di Dario Franceschini: in caso di strappo del Movimento 5 stelle addio all'alleanza con il Pd per le elezioni politiche del 2023. 

 

  

L'aut aut non piace a chi, nel Movimento, vuole recuperare l'anima primigenia della creatura politica nata dall'incontro tra Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. E così nelle chat pentastellate è iniziato a girare un sondaggio riservato, realizzato da Swg per uso interno, commissionato all'indomani della scissione di Luigi Di Maio e dei transfughi di Insieme per il futuro. 

 

Ma cosa dice questo sondaggio? La metà dei sostenitori del M5S preferirebbe che il Movimento si presentasse da solo alle elezioni, senza alcuna alleanza, tantomeno col Pd. A rivelarlo è l'Adnkronos  che ha visionato i messaggi che gli eletti grillini si stanno mandando in queste ore convulse. Insomma, un elettore su due della base M5s chiede un ritorno all'idea di Casaleggio, niente alleanze, già rimangiata ex post dopo il boom elettorale del 2018 che ha portato il M5s a governare con tutti. Dalla rilevazione Swg emerge che solo un sostenitore su tre vorrebbe il M5S in alleanza con il Pd di Enrico Letta, residuale la quota di chi si abbinerebbe col centrodestra. 

 

Altra nota dolente, nella galassia grillina, è la deroga possibile alla regola dei due mandati. Soltanto il 20% degli elettori M5S la abolirebbe, mentre per il 35% va tenuta così com’è. Per oltre un terzo, tuttavia, sarebbero accettabili eccezioni. Un dato, quest’ultimo, che ha sorpreso e che starebbe convincendo i vertici, compreso Conte, ad aprire al voto su una possibile "micro deroga" che salvi una manciata di fedelissimi, riferiscono fonti qualificate. Una mossa che rappresenterebbe un ulteriore allontanamento dallo spirito primigenio dell'uno vale uno. Come disse lo stesso Casaleggio: "Ogni volta che deroghi ad una regola praticamente la cancelli".