metamorfosi

Luigi Di Maio, l'appello del ministro scissionista: "Basta attacchi, chi lascia il governo abbandona l'Italia"

Christian Campigli

Una trasformazione completa. Una svolta a trecentosessanta gradi. Che ha trasformato il politico rivoluzionario, che avrebbe dovuto aprire il Parlamento come “una scatoletta di tonno”, in un mite e riflessivo uomo di Stato. Pronto a lanciare anatemi e accuse al suo ex amico, Giuseppe Conte. “No ad attacchi, chi lascia il Governo abbandona il Paese. L'Italia in questo momento ha bisogno di serietà, stabilità e sicurezza, e per farlo bisogna mettere da parte gli interessi di partito. Bisogna mettere da parte gli attacchi al Governo, bisogna mettere da parte le polemiche”.

  

Parole e musica del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, intervistato durante la sua visita a Napoli. “Chi vuole lasciare il Governo abbandona il Paese in questo momento storico”. Sono lontani i tempi del “abbiamo abolito la povertà”, ma anche quelli della richiesta di impeachment contro Mattarella o dei video nei quali ribadiva con forza, riferendosi esplicitamente al Partito Democratico, che “non ci alleeremo mai col partito di Bibbiano, che toglie bimbi a famiglie”.

L'ex vicepresidente del Consiglio ha capito che, per sopravvivere, è necessario abbassare la cresta. E, talvolta, persino la testa. Collocarsi al centro, parlare a voce bassa e soprattutto non tirar la coda ai potenti. Di Maio ha parlato anche della sua nuova creatura politica e delle possibili alleanze in vista del voto di marzo 2023. “Insieme per il Futuro non è un partito. Io non ho fondato un partito, lo voglio dire chiaramente. Non ho voluto e non voglio fondare un partito personale, ma stiamo promuovendo una costituente dei territori. Nulla può nascere semplicemente all'interno delle istituzioni, deve nascere sui territori. Noi - ha aggiunto Di Maio - stiamo promuovendo un grande cammino e tutti coloro che vorranno aggiungersi saranno i benvenuti. Dobbiamo continuare a ispirarci ai nostri sindaci, i sindaci di tutta Italia sono persone che ogni mattina si rimboccano le maniche e senza fare polemiche, senza perdere tempo, cercano di risolvere problemi concreti. Questo è il motivo per cui è nata Insieme per il Futuro. Stanno arrivando tanti segnali dai territori e nei prossimi giorni - ha concluso l'ex grillino - incontrerò tanti sindaci, consiglieri regionali, tanti consiglieri comunali in tutta Italia, ma anche i presidenti delle autorità territoriali, perché queste persone in questo momento storico vogliono collaborare a un progetto concreto che tenda a risolvere problemi dei territori”.