Terza guerra mondiale, lo sfogo di Di Maio sull'Ucraina
Luigi Di Maio parla apertamente di terza guerra mondiale. Se non lo è per le strategie militari, lo è certamente per l'economia e i mercati. E il prezzo più alto lo stanno pagando le face più deboli della popolazione italiana ed europea. "Faremo tutto quello che serve. Io in questi giorni ho sentito il ministro cinese, israeliano e turco. Ho sentito i partner europei. Il presidente Draghi sente spesso il presidente Zelensky. Stiamo lavorando affinché tutti quelli che hanno il potere di convincere Putin a fermarsi lo devono fare perché tutti lavoriamo per la pace. Però mi dispiace dirlo i tempi della diplomazia non sono i tempi delle bombe. Questo è il motivo per cui le guerre non dovrebbero mai scoppiare perché si fermano con la diplomazia che ha dei tempi che non sono immediati".
Di Maio avverte tutti: i tempi della diplomazia sono lunghi. Poi il secco no a Zelensky
"Noi non vogliamo andare in guerra e i nostri soldati non devono andare in guerra ed è il motivo per cui noi ci opponiamo alla no fly zone. Significa mandare aerei da combattimento italiani in Ucraina e questo vuol dire che il primo aereo che cade scoppia la terza guerra mondiale perché poi dobbiamo rispondere. Allo stesso tempo non siamo disponibili a mandare soldati sul terreno. Il diritto di difendersi del popolo ucraino è sacrosanto ma ricordiamoci che più si difende il popolo ucraino meno l'esercito russo si avvicina ai confini dell'Europa. L'esercito ucraino si deve difendere perché sta difendendo anche noi e l'Europa che non siamo disponibili a scatenare la guerra mondiale ma siamo disponibili a fare tutto quello che serve per la pace e per fermare Putin che è l'unico colpevole di questa guerra che non è una guerra mondiale però sui mercati, sui prezzi e sui costi delle famiglie lo è eccome".
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