M5S a pezzi, Luigi Di Maio e la dichiarazione di guerra a Giuseppe Conte: l'ora della resa di conti
Dopo la rielezione di Sergio Mattarella parla anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e lo fa con i cronisti, fuori dalla Camera. "E' una elezione di valore perché viene dal basso. Dalle 16 preferenze di lunedì che crescevano sempre fino a oggi. Un risultato importante e ringrazio ancora il presidente Mattarella per il suo sacrificio". Un Di Maio dirompente, che sgancia la bomba sul MoVimento Cinque Stelle che adesso - chiusa la partita del Colle - cerca la resa dei conti con il leader grillino Giuseppe Conte. Per tutti i sei giorni - e gli otto scrutini - l'equilibrio in casa Cinquestelle è stato sottilissimo. Non è mai stato un mistero che i desiderata di Conte non collimassero con quelli del ministro degli Esteri che era favorevole a un approdo di Mario Draghi al Colle, mentre l'ex premier continuava a nutrire forti dubbi sulla tenuta della maggioranza e, dunque, del governo. "La politica è rimasta vittima di se stessa - ha tuonato Di Maio - Il Parlamento ha risolto lo stallo anche con il contributo del presidente Draghi. Alcune leadership hanno fallito, hanno creato tensioni Invece noi dobbiamo lavorare per unire. Credo che anche nel Movimento 5 Stelle serva aprire una riflessione politica interna" ha dichiarato Di Maio chiedendo chiaramente un confronto. A nessuno è sfuggito quando il ministro in Aula ha esultato al momento della lettura del 505esimo voto utile alla rielezione di Sergio Mattarella come capo dello Stato.
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