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M5s, voto sull'accesso al 2x1000: Conte contro l'ultimo tabù

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Luca Rossi
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Un altro tabù del Movimento 5 Stelle è pronto a cadere. È stata convocata per domani dalle 12 fino a mezzogiorno di martedì 30 novembre l'assemblea degli iscritti al Movimento 5 Stelle per deliberare anche sull'approvazione della proposta di accesso al 2x1000 e al finanziamento privato in regime fiscale agevolato. La votazione si svolgerà esclusivamente utilizzando lo strumento telematico online SkyVote. I pentastellati saranno chiamati a esprimersi anche sulla destinazione delle restituzioni dei portavoce nazionali.

Uno stress test per i pentastellati, una 'prova del fuoco' per il presidente Giuseppe Conte, un altro 'boccone amaro' per Beppe Grillo. Anche se la maggioranza delle truppe parlamentari veleggia sulla linea dello sfoltimento dei tabù del Movimento delle origini. Il prossimo passo, infatti, dovrebbe essere il doppio mandato con delle deroghe, ma questo tema verrà affrontato non nell'immediato, visto il rischio di alzare ulteriormente il livello della tensione fra i deputati e i senatori in un momento delicato per la vita politica, tra legge di bilancio allo studio del Parlamento ed elezioni del presidente della Repubblica. E proprio sulla partita del Quirinale interviene il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che non le manda a dire: "Io spero che la strategia si faccia tutti insieme e ascoltando i gruppi parlamentari. Io sosterrò la linea della leadership ma la leadership deve ascoltare i parlamentari".

Sta di fatto che da domani e per 24 ore sul sito del Movimento, gli iscritti voteranno se approvare o meno l'adesione al 2 per mille, ovvero la possibilità di ricevere dai cittadini un contributo tramite la dichiarazione dei redditi. Un'opzione rifiutata dal M5S delle origini, assolutamente contrario a qualsiasi forma di finanziamento pubblico. Ma il nuovo corso impresso da Conte sta portando i pentastellati a cambiare registro e, nell'ultima assemblea congiunta dei parlamentari, lo stesso presidente è intervenuto su questo tema parlando dell'anno fiscale e dei benefici economici conseguenti.

Altro capitolo il tema delle restituzioni. "I portavoce del Movimento 5 Stelle si riducono autonomamente l'indennità per restituirla alla collettività. Fino ad oggi sono stati restituiti oltre 100 milioni di euro e continueremo a farlo. Gli iscritti sono chiamati a decidere sulla destinazione della somma di 4.000.000 euro delle restituzioni dei portavoce nazionali", si legge sul sito del M5S. Insomma, un bel gruzzoletto anche se è giallo sul totale di risorse a disposizione, perché lo scorso maggio, quando è andata scena la rottura con Davide Casaleggio e l'associazione Rousseau, si parlava di 7 milioni di euro. Sta di fatto che sono 7 i soggetti segnalati dai gruppi parlamentari a cui potrebbero andare le restituzioni: Anpas, Associazione nazionale pubbliche assistenze; Cnr - Consiglio nazionale ricerche - per progetti di ricerca; Emergency; Gruppo Abete Onlus; Lega del filo d'oro; Medici senza frontiere e Nove Onlus - Emergenza Afghanistan. "Gli iscritti - chiarisce il Movimento - potranno esprimere fino a 2 preferenze. L'importo stanziato sarà suddiviso tra i soggetti indicati, proporzionalmente al numero delle preferenze ricevute". Un'altra novità per il M5S targato Conte.

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