A Roma il tema sicurezza c’è tutto e parlano i fatti di ogni giorno. Nicola Molteni, sottosegretario leghista al Viminale, teme soprattutto la proliferazione di reati che stanno assumendo gravi dimensioni: «Spaccio, occupazioni abusive, abusivismo, immigrazione illegale, accattonaggio. È qui che si deve intervenire seriamente».
L'Aria che tira, pace fatta tra Bassetti e il "maestro" Galli. Tutto merito del vaccino ai bambiniE questo spiega anche, dice Molteni conversando con Il Tempo, perché domani Matteo Salvini "chiuderà" la campagna elettorale per le comunali di Roma con un comizio in piazza Brambilla, a Tor Bella Monaca. «Il nostro Segretario vuole dare voce e speranza ai tanti cittadini per bene che lì vivono». Salvini, da Ministro dell’Interno, «in 14 mesi ha dimostrato che bloccare l’immigrazione illegale, ridurre gli sbarchi e riportare la sicurezza come priorità dell’Agenda di governo è possibile. L’ha detto lo ha fatto, ha mantenuto gli impegni». E va in quel quartiere ad assumerne di nuovi, magari a partire dalla scuola. «Proprio così – ricorda Molteni che fu sottosegretario agli Interni anche con lui ministro - Nel 2018 una quota parte del Fondo per la sicurezza urbana del decreto Salvini fu dedicata al progetto "Scuole sicure" per contrastare lo spaccio fuori gli istituti attraverso le assunzioni a tempo determinato della polizia locale, il pagamento degli straordinari, gli investimenti in mezzi e dotazioni».
Tagadà, Matteo Salvini ad alzo zero: "Il leader sono io". La stoccata a Conte e LettaSono quartieri difficili, territori complicati quelli delle periferie metropolitane, a partire dalla Capitale. E va detto – ci tiene a ribadirlo Molteni – che «c’è un lavoro e uno sforzo continuo da parte di Prefettura e Questura, che ringrazio, con le forze di polizia e la polizia locale per ripristinare la legalità rispetto alle sacche di degrado che generano un senso di insicurezza nei cittadini. Anche i militari dell’Operazione "strade sicure" rappresentano un presidio di sicurezza importante». Sul punto, il sottosegretario rivendica che «gli sgomberi a Tor Bella Monaca con la presenza dei clan, le operazioni ad "alto impatto" a Termini e a Piazza Vittorio e altre, programmate e pianificate in questi mesi dalle autorità locali di pubblica sicurezza contro abusivismo, spaccio e immigrazione illegale sono il segnale di una presenza ferma dello Stato che va però rafforzata e implementata».
Latina, Giuseppe Conte a caccia di consensi: ritira fuori il parco intitolato a MussoliniLe principali problematicità che vive la Capitale «derivano dal senso di insicurezza percepita, legata a spaccio, occupazioni abusive, abusivismo, immigrazione illegale, accattonaggio. Questi fenomeni se non contrastati creano allarme sociale tra la popolazione».
E se chiedi dove si delinque di più a Roma, la risposta è quella che temi: «Ovviamente nelle periferie - e ne cito solo alcune - come Tor bella Monaca, Torre Maura, Torre Angela, San Basilio, Corviale, Tor Pignattara - abbiamo visto negli anni un sensibile incremento delle forme di degrado, ma al contempo interventi di contrasto e di ripristino della legalità da parte delle istituzioni. In queste aree la limitata capacità del sistema di welfare locale emerge con evidenza: crescono i numeri dei senza fissa dimora e le liste d’attesa per alloggi popolari». Ma c’è di più come considerazione da fare: «Dove c’è degrado c’è illegalità. Sicurezza e legalità partono anche dal decoro urbano».
C’entra l’immigrazione clandestina, probabilmente.
«Sì, l’immigrazione, quella illegale e senza regole, incide pesantemente sui territori, nelle grandi città e nei piccoli borghi. Per questo, in particolare quella legata agli sbarchi, va contrastata e bloccata, altrimenti le conseguenze negative vengono distribuite sui territori alimentando, tensione sociale e riducendo interi quartieri a veri e propri ghetti. Invisibili, fantasmi e marginalizzati che alimentano criminalità. Aver cancellato la parte relativa all’immigrazione dei decreti sicurezza ha peggiorato la convivenza e non ha migliorato l’integrazione».
Spacciano? Non solo loro, il sottosegretario all’Interno non criminalizza chi viene da fuori, perché purtroppo ci sono anche i criminali indigeni: «Parliamo di spacciatori, pusher, venditori di morte che compromettono la società e il futuro dei nostri giovani». Ora arriva la cannabis... «Ecco, la legge sulla depenalizzazione della cannabis e sul piccolo spaccio è un regalo agli spacciatori e vanifica il lavoro della Polizia. È una legge pericolosa che va bloccata».
C’è un modello da suggerire al prossimo sindaco di Roma? «Ma per garantire sicurezza e decoro urbano ci sono 4 modalità: rafforzare la presenza dello Stato sui territori e qui l’impegno della Lega al Governo è di potenziare gli organici in sofferenza delle forze di polizia, incrementare poteri e risorse in favore delle autonomie locali – ad esempio estendendo gli apparati di videosorveglianza e le assunzioni delle Polizie Locali - valorizzare il coordinamento tra le forze di polizia nazionali e locali e investire nella partecipazione attiva dei cittadini». Per Molteni è più di uno slogan, è un valore: «Senza sicurezza non c’è libertà e oggi un sindaco può compartecipare a tutelarla. Ed è il segnale che Salvini vuole mandare domani da Tor Bella Monaca».
