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Giuseppe Conte sconfessa il ministro Cingolani: "Il nucleare non si farà"

Angela Barbieri

L'incontro con il ministro della Transizione ecologica è stato proficuo, ha detto il presidente del MoVimento 5 Stelle Giuseppe Conte subito dopo il faccia a faccia durato quasi due ore con Roberto Cingolani. Il leader pentastellato ha incontrato i giornalisti insieme a tutti i ministri del partito: Fabiana Dadone, Stefano Patuanelli, Federico D'Inca, Luigi Di Maio. Una task force con la quale Conte ha voluto rendere plastica la coesione del suo partito su temi bandiera dei 5 Stelle come l'ambiente e la lotta al cambiamento climatico.

 

  

«Con il ministro Cingolani abbiamo passato in rassegna lo stato dell'arte e le prospettive future della transizione ecologica. La transizione ecologica nel Dna del M5s ma deve essere nel Dna di tutte le forze politiche perché concorreranno alla neutralità climatica nel 2050», ha detto Conte ricordando come quella data sia finita anche nel nuovo simbolo del Movimento. «Dobbiamo lavorare tutti in questa direzione e abbiamo trovato un ministro molto motivato». Parole che sembrano spazzare il campo dalle polemiche dei giorni scorsi, da quando Cingolani era intervenuto con una riapertura al tema del nucleare alla scuola politica di Matteo Renzi. «Il M5s darà un suo contributo entusiasta ma ben avvenuto e consapevole dell'importanza della crescita economica ma anche dello sviluppo sociale. Una crescita ben costruita porterà anche giustizia sociale».

 

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Il tema su cui ci si concentra in queste ore è, tuttavia, il rincaro delle bollette energetiche. Anche questo punto sollevato lunedì dal ministro Cingolani, il quale ha avvertito che occorre prendere immediatamente provvedimenti per cambiare i prezzi, destinati ad aumentare del 40% entro fine anno. Su questo intervenuto anche il vicepresidente della commissione europea Franz Timmermans, che ieri ha spiegato come, per fronteggiare l'aumento dei costi in bolletta occorra spingere sempre di più in direzione di una reale transizione ecologica. Si tratta, per Conte, di «un tema particolarmente a cuore al M5s. Dobbiamo intervenite con varie modalità per calibrare questi costi. È un incremento notevole che si ripercuote sulla vita delle singole famiglie. Dobbiamo trovare il modo e il M5s si è impegnato a cercare meccanismi che anche in prospettiva futura possano calmierare le bollette».

 

La strada non può essere comunque un ritorno al nucleare, sottolinea il leader M5s, assicurando che «l'Italia non abbraccia l'energia atomica, abbiamo avuto garanzie perché questa è la sensibilità del M5s ma soprattutto perché ci sono stati due referendum e la energia atomica costa moltissimo. Noi come sistema italiano stiamo puntando a incrementare sempre più le eco-tecnologie e continueremo in questa direzione. Anche da questo punto di vista Cingolani condivide questa posizione». Duro il giudizio di Conte sulle parole di Salvini, per il quale è un dovere studiare come tornare ad un nucleare «pulito, sicuro e a impatto zero». Per l'ex avvocato del popolo, «Salvini può trasferirsi in Francia. Il ministro Cingolani condivide le nostre considerazioni. Dobbiamo incrementare le energie rinnovabili e discutere di nucleare significa distrarsi dall'obiettivo».