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Giuseppe Conte annuncia la rivoluzione dei volti nel Movimento 5 Stelle: "Cento nuove figure in posti chiave"

Benedetto Antonelli

Giuseppe Conte annuncia una rivoluzione nel M5s: «Nel nuovo corso verrà fuori una indicazione di tantissimi nuovi volti. Una volta completato il nostro organigramma avremo almeno cento nuove figure in posti di responsabilità. Si lavora così, coinvolgendo tutti», dice Giuseppe Conte, leader M5S, intervenendo a "La Piazza", l’evento di Affaritaliani.it organizzato a Ceglie Messapica (Brindisi). L’ex premier è intervistato dal direttore di Affaritaliani.it, Angelo Maria Perrino, e in remoto da Lucia Annunziata, direttrice dell’Huffington Post. Tra i nuovi volti ce ne potrebbe essere anche uno di vecchia data che, in questo momento, si è tirato fuori dai giochi. «Alessandro Di Battista è una risorsa per il M5s, è un ragazzo che pensa: dice a volte delle cose che non condivido pienamente», ma «in prospettiva vorrei averlo al tavolo per discutere», spiega Conte.

 

  

 

L’"avvocato del popolo" commenta anche i primi sei mesi di Draghi a Palazzo Chigi: «Sono contento per alcune misure, sono contento perché sta portando avanti il Piano nazionale di ripresa e resilienza: è stato completato, adesso però deve essere attuato. Sono contento per la strategia sanitaria, ha portato avanti la gestione della pandemia che avevamo sperimentato. Ci sono alcuni aspetti su cui nutro delle opinioni differenti: per esempio non avrei sospeso il cashback, una misura servita innanzitutto a invogliare le persone a rientrare nei negozi dopo che tutti ci eravamo abituati a comprare online». Non può mancare un passaggio sul reddito di cittadinanza, da più parti criticato perché si è rivelato un sussidio incapace di creare posti di lavoro. Conte, però, sottolinea che «chi lo avversa non tiene conto che l’Italia è stato l’ultimo paese dell’Unione europea a prevederlo».

 

 

Per il capo del M5s «non si tiene conto che si lasciava sotto la povertà assoluta tante gente e quindi non è un imperativo morale ed etico, ma un grave problema sociale e si mette in crisi la coesione sociale. Sullo sfondo - prosegue Conte - c’è il tema del salario minimo, del salario cosiddetto "di riserva"». E ancora: «È una riforma complessa e dobbiamo calibrarla meglio perché è chiaro che vanno valorizzate le politiche attive sul lavoro. Ricordo agli imprenditori che ci sono fino a 18 mesi di benefici e sgravi per chi assume un percettore di reddito di cittadinanza».