Sul vaccino sindacati non chiari, il gioco delle tre carte di Cgil, Cisl e Uil. Così perdono tempo
Caro direttore,
non è per niente apprezzabile il gioco delle tre carte che i tre segretari confederali, in primis Landini e a seguire Bombardieri e Sbarra, stanno facendo sui green pass nelle fabbriche. L’interesse per la salute in fabbrica è una di quelle scelte che dovrebbe unire imprenditori, lavoratori e sindacati per due interessi fondamentali: la tutela degli operai e la conseguente continuità nell’attività produttiva.
Nessuno può dimenticare quello che è avvenuto durante la prima ondata fra febbraio e marzo del 2020: di fatto Confindustria in alta Italia fece sapere di essere contraria alla immediata dichiarazione di zona rossa a Bergamo, a Brescia e in altre località dove c’erano circa 300 aziende.
A quel punto il governo (Conte e Speranza) e la Regione Lombardia (Fontana e Gallera) si sono messi a giocare a rimpiattino su chi era più furbo: quello meno furbo si sarebbe assunto la responsabilità di dichiarare la zona rossa e quindi si sarebbe scontrato con i potenti imprenditori. Il risultato è stato un ritardo fatale, quel ritardo è stato una delle cause dell’autentica strage avvenuta in quelle città lombarde. È nella memoria di tutti la visione delle lunghe file di carri militari con dentro le bare. Giustamente a Bergamo e a Brescia esistono comitati per l’accertamento delle responsabilità di quella strage.
Adesso Landini, Bombardieri e Sbarra di fatto stanno assumendo una posizione simile a quella dell’ala più oltranzista della lega sul green pass e sfidano il governo a presentare una legge. Di fatto essi stanno coprendo gli operai no vax dentro la fabbrica, forse perché alcuni di essi sono loro tesserati.
Ma non si può giocare ancora una volta col fuoco facendo i furbi. Tutelare la salute degli operai che lavorano in fabbrica dovrebbe essere, per usare un linguaggio d’altri tempi, la scelta di classe del sindacato. I manager, i tecnici, gli operai che non si vaccinano sono un pericolo per loro stessi, per i loro compagni di lavoro, per l’azienda in quanto tale. Giustamente i sindacati proclamano il loro impegno e polemizzano con le aziende che non assicurano la sicurezza sui luoghi di lavori per cui abbiamo quasi ogni giorno morti e feriti.
Ma questa è l’altra faccia della medaglia. Gli operai che venendo meno al principio della solidarietà con i loro compagni di lavoro che non si vaccinano e che vanno in fabbrica mettendo a rischio la salute di tutti sono peggio di quelli che storicamente venivano chiamati crumiri. Non è un bello spettacolo quello di Landini, Bombardieri e Sbarra che vanno sotto braccio a Borghi, Siri e Bagnai.
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