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In Onda, bomba di Senaldi sul M5s. A cosa sta lavorando Di Maio: "Qualcosa di suo", altro che mediatore

Si discute della guerra stellare grillina a In onda, sabato 3 luglio. Nel programma di La7 condotto da Concita De Gregorio e David Parenzo la politologa Nadia Urbinati fotografa il tornante della storia del Movimento 5 stelle, stretto nella contrapposizione tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo.

 

  

 Per la Urbinati si va verso una "mutazione incompleta". Non un partito tradizionale, non il vecchio movimento, ma una  mediazione. "Pensiamo a Podemos", in Spagna, c'è stata anche a una separazione "tra chi voleva un'organizzazione tradizionale e chi no". Grillo non vuole il partito tradizionale ma l'obiettivo è di evitare la scissione, "perché in questo momento si rischia una dissoluzione del Movimento". La politologa poi sottolinea il paradosso alla base di tutta questa faccenda: chi ha sempre denunciato i compromessi della politica adesso ha il compromesso come unico modo per sopravvivere. "Ironico", sottolinea Urbinati. 

 

In collegamento c'è Pietro Senaldi condivide grossomodo l'analisi ma "non è che tenendo con lo scotch due debolezze il risultato" possa essere buono, commenta il condirettore di Libero. I grillini sono in fase di "decrescita infelice e stanno litigando per le spoglie" del Movimento. E Luigi Di Maio "si sta ritagliando un profilo terzo, non credo nella sua opera di mediatore tra Conte e Grillo".

 

Per Senaldi il ministro degli Esteri potrebbe essere al lavoro su qualcosa di grosso, personale: "Magari non un partito, ma qualcosa di suo..."