politici e tecnici

Governo Draghi col manuale Cencelli. Accontenta tutti ma si tiene i ministeri di peso

Si era pensato a un governo senza politici visto l'assoluto riserbo fino all'ultimo secondo, Ma quello di Mario Draghi è invece molto politico, tanto che ha il premier che domani prenderà le consegne da Giuseppe Conte ha rispettato in pieno il manuale Cencelli. Draghi dà vita alla sua squadra di governo accontentando tutti i partiti rispettando gli equilibri e mantenendo per sé, tuttavia, i ministeri di peso.

 

  

Al Movimento 5 Stelle vanno quattro ministeri, tre a testa per Pd, Lega e Forza Italia, uno Italia viva e uno Leu. In tutto 23 dicasteri con 15 figure provenienti dalle forze politiche e 8 tecnici, con sette donne e nove riconferme del Conte 2: Dario Franceschini alla Cultura, Lorenzo Guerini alla Difesa, Roberto Speranza alla Salute, Stefano Patuanelli che trasloca dal Mise alle Politiche Agricole, Federico D’Incà ai Rapporti col Parlamento, Fabiana Dadone che passa alle Politiche Giovanili, Elena Bonetti alle Pari opportunità, Luigi Di Maio agli Affari Esteri e Luciana Lamorgese all’Interno.

 

Dopo giorni di assoluto riserbo Draghi scioglie la riserva e presenta alla stampa la squadra che lo accompagnerà nell’arduo compito di avviare la ripresa dal paese, dandogli una solida basa politica. Il professore, che al suo fianco avrà come sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli, non tradisce la volontà annunciata di contornarsi di tecnici di alto profilo, rispettando l’indicazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

 

Sono le figure lontane dai palazzi della politica a guidare i dicasteri più delicati: all’economia Daniele Franco, alla Transizione ecologica Roberto Cingolani che presiederà il coordinamento del comitato per la transizione ecologica, alla Innovazione tecnologica e transizione digitale Vittorio Colao, alla Giustizia Marta Cartabia, all’Istruzione Patrizio Bianchi, ai Trasporti Enrico Giovannini, all’Università Cristina Messa. Un esecutivo dalle larghe intese - con all’opposizione solo Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni - che trova la sua espressione con l’ingresso a palazzo Chigi di esponenti anche di Forza Italia e Lega.

Per il Carroccio ci sono due ex del governo giallo-verde: Giancarlo Giorgetti a cui è stato affidato il Mise e Enrica Stefani che guiderà il ministero per la Disabilità. Da via Bellerio arriva anche Massimo Garavaglia che si occuperà del rilancio del Turismo. Per il partito di Silvio Berlusconi tre figure di area marcatamente moderata ed europeista: al ministero per il Sud Mara Carfagna, alla Pubblica amministrazione Renato Brunetta; agli Affari regionali e le autonomie Maria Stella Gelmini.

E dopo settimane di frizioni non poteva che essere soddisfatto l’inquilino del Colle per l’attenzione che Draghi ha mostrato per i temi chiave dallo stesso Mattarella elencati prima di affidargli l’incarico, senza svilire la politica. Recovery Fund, lotta al Coronavirus e campagna vaccinale, emergono come i punti di partenza dell’era targata da ’Super Mario', una nave che lo stesso capo dello Stato sa che dovrà affrontare un mare difficile.

Anche le sette donne, pur non essendo esattamente la metà come auspicato, hanno dei ruoli chiave di responsabilità, di cui il capo dello Stato può essere fiero. Una lunga gestazione quella del premier incaricato, che ha sciolto la riserva dopo nove giorni dal ricevimento dell’incarico, sentendo tutti gli attori in campo, dalle forze politiche in parlamento alle parti sociali al terzo settore, in costante collegamento con il Quirinale, applicando quasi alla lettera l’articolo 92 della Costituzione.

Domani il giuramento alle 12 e il passaggio delle consegne a palazzo Chigi con il premier dimissionario Giuseppe Conte, nella tradizionale cerimonia della Campanella.