Selezione della specie

Se va male addio cure ai vecchi. Dal piano pandemico ai vaccini siamo in mano agli incompetenti

Franco Bechis

Davanti alla evoluzione della pandemia o a nuovi virus che dovessero attaccare gli italiani il governo di Giuseppe Conte si propone di scegliere a chi dare e a chi no vaccini, medicine e sistemi di protezione. E già mette le mani avanti: «Quando la scarsità rende le risorse insufficienti rispetto alle necessità, i principi di etica possono consentire di allocare risorse scarse in modo da fornire trattamenti necessari preferenzialmente a quei pazienti che hanno maggiori probabilità di trarne beneficio».

 

  

Quindi meglio salvare un giovane piuttosto che un anziano, meglio salvare un sano rispetto a chi ha già malattie pregresse, e così via. Questa frase choc è contenuta nella bozza sul piano pandemico che finalmente nel 2021 l’esecutivo ha deciso di aggiornare rispetto a quello esistente, che nonostante molti trucchi e molti copia e incolla che fingevano di aggiornarlo, è di fatto quello elaborato nel 2006, tre lustri fa. La bozza è stata divulgata con molti stralci testuali ieri dalle principali agenzie italiane e fa venire davvero i brividi, perché vedere nero su bianco un progetto sia pure in caso estremo di selezione della specie riporta ai tempi più neri della storia dell’umanità. A parte questo mettere su un documento un passaggio di questo tenore nelle ore convulse della crisi politica in corso e del braccio di ferro interno alla maggioranza è semplicemente da mentecatti. Infatti due minuti dopo Matteo Renzi twittava la considerazione più logica del mondo: «Presentato il Piano pandemico nazionale. Se ci sono poche risorse, bisogna scegliere chi curare. Ho una idea più semplice. Se ci sono poche risorse, prendiamo il MES. Ci vuole tanto a capirlo?». No, non ci vuole nulla a capirlo. Per quanto possa condizionarti la Ue per avere quel prestito sanitario (è la tesi di chi dice no), è un rischio che vale un milionesimo di quello scritto sul nuovo piano pandemico del governo Conte. Un milione di volte meglio avere la troyka che controlla perfino quante calorie tu assuma a colazione che dovere scegliere di mandare a morte i nostri vecchi o magari i malati di tumore o quelli di cuore perché non hai soldi per comprare le medicine per tutti e devi privilegiare quelli che hanno più aspettative di vita. Ma come si fa a scrivere un orrore di questo tipo prima che l’emergenza si verifichi, e addirittura inserirla in un piano che poi magari resta lì per altri 15 anni perché ancora una volta tutti si dimenticano di aggiornarlo davvero? Fosse l’immagine di Conte e compagnia di giro, chissenefrega. Ma vogliamo proprio dare a tutto il mondo questa immagine di un’Italia guidata dai principi di Josef Mengele?

 

Purtroppo credo che la frase sia scappata con naturalezza nella penna di qualche dirigente ministeriale che ha vergato la bozza, perché questo scenario da brivido si è già presentato un anno fa, e avendo già dovuto fare questa orrenda scelta negli ospedali e nelle terapie intensive a marzo e aprile perché il governo non si era preparato per nulla e nulla ha fatto per mesi, c’è chi oggi considera tutto ciò normalissimo, quasi ordinario. 

Ma finché vogliono fare tutto da soli con inutile superbia, lodandosi e imbrodandosi, questi campioni che stanno a palazzo Chigi e dintorni metteranno in fila come è avvenuto tutto quest’anno nella migliore delle ipotesi un pasticcio dopo l’altro anche se non così tragico come quello del piano pandemico. L’ultimo è arrivata ieri, quando abbiamo capito che pure con la banalissima nuova app per contare i vaccini erogati rispetto alle dosi distribuite, Domenico Arcuri ne ha sbagliata un’altra delle sue. Nei dati della app risultava che avendo ricevuto 67.020 dosi di vaccino, il governatore della Campania Vincenzo De Luca aveva vaccinato 68.138 persone, quindi il 101,7% di quelli che doveva vaccinare. Sono credente e praticante, sono aperto ai miracoli. Ma fatico a credere che quest’anno in Campania l’abbia negato San Gennaro e l’abbia fatto invece Arcuri con la sua applicazione. Sono più propenso a credere quel che infatti è la verità: i dati divulgati da giorni da Rocco Casalino e Arcuri sulle vaccinazioni sono sostanziali fake news. Il caso Campania ieri sera è stato spiegato con la famosa sesta dose ricavata dal flaconcino della Pfizer, quindi i numeri delle dosi distribuite sono falsi. Perché anche le altre Regioni pur non avendo superato il 100% di quanto ricevuto avranno ricavato quella sesta dose. Quindi non è che i vaccinatori italiani sono i più rapidi del mondo: non hanno usato a ieri il 71,2% delle dosi ricevute, ma il 59%, e c’è una bella differenza.

 

Figuratevi se hanno fatto già un pasticcio del genere sui conteggi nella prima settimana quanti ne faranno questi campioni di scemenze su tutte le altre cose che hanno nelle loro mani. Compreso quel Recovery Fund che nella sua prima versione sembrava scritto da qualche studentello delle medie copiando e incollando il temino da qualche sito Internet. Dopo che Renzi ha fatto la voce grossa, quel testo sembrava non avesse mai avuto un autore. L’hanno rinnegato Conte e tutti i suoi ministri. Ieri sera ne hanno sfornato un altro. Lo leggeremo, ma non c’è da sperarci molto: il problema è in quelle teste lì, e per cambiarle ci vuole ben altro che l’ostinazione di Renzi...