scandalo nomine

Palamara fa i nomi, viene giù tutto. Meloni all'attacco: via i magistrati coinvolti

L'espulsione di Luca Palamara dall'Anm non è sufficiente. Giorgia Meloni chiede le dimissioni immediate di tutti i magistrati coinvolti nello scandalo e un sorteggio per le nomine in seno al Csm. La leader di Fratelli d'Italia torna sul caso dopo l'intervista a Repubblica in cui il magistrato ex pm di Roma, sotto inchiesta a Perugia per corruzione, ha detto tra l'altro: "Perché Palamara non si è svegliato una mattina e ha inventato il sistema delle correnti. Ma ha agito e ha operato facendo accordi per trovare un equilibrio e gestire il potere interno alla magistratura". 

 

  

"L’espulsione di Palamara dall’Anm è un buon segnale, ma non basta", scrive su Fabebook la presidente di Fdi, Giorgia Meloni. "Anche alla luce delle sue gravissime dichiarazioni di quest’oggi alla stampa, in cui è sempre più chiara la logica delle spartizioni tra correnti all’interno di certa magistratura, Fratelli d’Italia continua a chiedere le dimissioni immediate di tutti i magistrati coinvolti nello scandalo e un sorteggio per le nomine in seno al Csm. Dobbiamo sciogliere una volta per tutte il pericoloso intreccio tra magistratura e politica: lo dobbiamo ai tanti magistrati che ogni giorno servono con onore lo Stato italiano e, soprattutto, alla credibilità della Giustizia italiana".

"Tanto paga per tutto Palamara", ha detto l'ex pm di Roma, cacciato dall’Anm, di cui è stato presidente, a Repubblica. "Palamara non si è svegliato una mattina e ha inventato il sistema delle correnti. Ma ha agito e ha operato facendo accordi per trovare un equilibrio e gestire il potere interno alla magistratura - ha affermato - La Costituzione ha voluto che la magistratura fosse autonoma e indipendente. Per esercitare questo potere i magistrati hanno scelto di organizzarsi in correnti che nascono con gli ideali più nobili, ma che storicamente hanno poi subito un processo degenerativo".

 

 

Palamara nel corso in una serie di interviste ha fatto nomi e cognomi, tra cui quello di Eugenio Albamonte, pm a Roma e segretario di AreaDg cheannuncia querela. Palamara lo "ha diffamato parlando di fatti mai avvenuti ed in particolare di non meglio precisate cene tra il mio assistito e l’On. Donatella Ferranti, già presidente della Commissione Giustizia della Camera dei deputati, nelle quali si sarebbe discusso della nomina del Vice Presidente del Csm David Ermini e delle nomine di avvocati generali della Cassazione", spiega l’avvocato Paolo Galdieri in una nota. 

La Giunta Esecutiva Centrale dell’Anm, Associazione Nazionale Magistrati, ha replicato a Palamara. "Quando dice che non ha avuto spazio per difendersi Palamara mente: è stato sentito dai probiviri e in tutta la procedura disciplinare non hai mai preso una posizione in merito agli incontri con consiglieri del Csm, parlamentari e imputati - si legge in una nota la nota -. E, come lui, gli altri incolpati. Le regole si rispettano, anche quando non fanno comodo. Cerca ora di ingannare l’opinione pubblica con una mistificazione dei fatti: la contestazione riguardava gli incontri notturni all’hotel Champagne e l’interferenza illecita nell’attività consiliare , fatti purtroppo veri, e per questo sanzionati".