Approfitta subito della promozioneSconto del 30% sugli abbonamenti digitali annuale e biennale
Sconto del 30% sugli abbonamenti digitali annuale e biennale
emergenza coronavirus

Governissimo? L'assalto a Conte è fallito e Salvini finisce in quarantena

L'assalto a Conte fallito, Matteo Salvini "isolato" nel centrodestra. Dopo la Meloni anche Forza Italia dice no al governissimo

Se l’obiettivo era quello di «infettare» un governo che già di suo non gode di ottima salute, per il momento è fallito. Anzi, in quarantena c’è finito proprio Matteo Salvini. Fuor di metafora, l’ipotesi di un esecutivo di unità nazionale, lanciata dal leader della Lega per disarcionare Giuseppe Conte da Palazzo Chigi, non ha ottenuto le risposte sperate. Anzi, Salvini ha finito per ritrovarsi isolato anche nel centrodestra, un po’ come avvenne al momento di varare il governo «gialloverde». Al prevedibile no di Fratelli d’Italia (Giorgia Meloni, peraltro, sta costruendo tutta la sua ascesa nei sondaggi sull’indisponibilità passata, presente e futura a qualsiasi «inciucio») ieri si è infatti aggiunto anche quello dei berluscones, che pure fino a giovedì erano sembrati un po’ divisi sulla questione. Ieri, invece, per bocca della capogruppo di Forza Italia alla Camera Mariastella Gelmini, il partito azzurro ha dato una risposta chiara e compatta. E negativa, ovviamente. «Il governo di unità nazionale - ha detto l’ex ministro dell’Istruzione - è un virus letale che Forza Italia ha già sperimentato, pagando un prezzo altissimo in termini di consensi sull’altare del rigore montiano e oltretutto sarebbe capace solo di redistribuire poltrone e non di offrire soluzioni credibili al Paese. Il centro-destra, prima di parlare di unità nazionale (che significherebbe governo con Pd e 5 Stelle), dovrebbe affrontare il tema dell’unità dell’alleanza e di un progetto comune da offrire all’Italia in una fase così delicata». Il messaggio è chiaro: non solo gli azzurri dicono no al governissimo, ma tra le righe accusano ancora una volta l’alleato di pensare troppo a se stesso e poco alla coalizione. Certe iniziative, insomma, prima di essere intraprese andrebbero almeno concordate con gli «alleati». Parole che in qualche modo echeggiavano quelle ribadite anche ieri da Giorgia Meloni: «Matteo così imprevedibile, ipercinetico... Non so cosa abbia detto a Mattarella. Ma io sono tradizionalista: il nuovo governo passa per le urne». L’ipotesi governissimo, mai realmente sul tavolo, è insomma tramontata nel girno di meno di 24 ore. Senza neanche la soddisfazione di logorare un Conte che, da questo punto di vista, è bravissimo a farsi male da solo. Così, Salvini è ieri ritornato sul registro dell’opposizione più dura. E in un video su Facebook ha provato con i militanti ad aggiustare il tiro: «Io vivo in questo Paese, lo amo e anche se sono all’opposizione faccio proposte, ma non perchè sogno inciuci con Pd, 5 Stelle e Renzi. Gli inciuci li lascio ad altri, ma ritengo di avere il diritto di far di tutto per mandare a casa il signor Conte il prima possibile perchè non lo ritengo all’altezza». Peraltro, ieri c’è stato anche spazio per una polemica proprio con Italia viva, il partito teoricamente più disponibile all’«inciucio». E più precisamente con la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova. Il tutto per un presunto stop della Grecia all’importazione del Grana Padano. Un «incidente» poi derubricato a una semplice richiesta di informazioni delle autorità elleniche. E che tuttavia aveva portato Salvini e l’ex ministro Gianmarco Centinaio ad attaccare la ministra per aver organizzato, alcuni giorni fa, un incontro per promuovere il cibo italiano durante il quale era stato distribuito un volantino che non escludeva la trasmissione del virus tramite gli alimenti. L’episodio racconta come il clima, dall’ipotesi di collaborazione paventata giovedì, sia tornato rapidamente verso il tempestoso. E il comnento del leader leghista al decreto sull’emergenza emanato dal governo Conte non lascia spazio a diverse interpretazioni: «Dopo una settimana di caos da Coronavirus, dal governo solo briciole per famiglie e imprese italiane. Lo stop alle cartelle esattoriali, ai versamenti e agli adempimenti fiscali e burocratici deve essere esteso a tutta Italia, non solo a qualche decina di Comuni. Sveglia!» ha scritto Salvini su Facebook.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.