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manovra 2020

Arriva la stangata su cartine e tabacco sciolto

Stop all'aumento della cedolare secca. Nessuna pietà su sigarette e lotterie

Arriva la stangata su fumo e fortuna

Nel lungo vertice di maggioranza di ieri pomeriggio il governo ha limato la Manovra che sta per inviare al Parlamento. La prima buona notizia in un provvedimento che finora le tasse le ha solo introdotte è che i proprietari di case che affittano i loro appartamenti non saranno stangati. La cedolare secca, cioè il prelievo sugli affitti a canone concordato era previsto che salisse al 15%, in una prima bozza della Manovra era stata portata al 12,5%, ma ieri si sarebbe deciso di tenere l’aliquota al 10% e rendere questa aliquota permanente. «Una buona notizia» ha detto il viceministro dell’Economia Antonio Misiani. Che non ha dato indicazioni sulle risorse compensative. I fondi per questa operazione potrebbero arrivate dal settore dei giochi, «quando si ha la fortuna di vincere una somma è giusto che la tassazione sia congrua», ha spiegato Luigi Marattin, di Italia Viva. Insomma torna la tassa sulla fortuna. La norma che era stata inizialmente immaginata prevedeva un aumento progressivo delle tasse sulle vincite partendo dai 500 euro (dal 12 al 15%), per arrivare al 25% per chi stacca un biglietto delle varie lotterie oltre il milione.
Via libera anche alle risorse per le famiglie. Con la nuova legge di Bilancio potrebbe nascere un «Fondone ad hoc» con una dotazione di 434 milioni per il 2021 e 833 milioni di euro dal 2022. Le risorse potrebbero essere destinate al sostegno alle famiglie e per il riordino delle politiche dei nuclei con figli. In particolare, per un assegno unico da destinare a chi guadagna meno. Non solo. Il bonus bebè varrà anche per i nuovi nati del 2020 ma la struttura sarà universale, con tre scaglioni: 160 euro al mese per il primo anno di vita (o di adozione) fino a 7mila euro di Isee, 120 euro al mese fino a 40mila euro di Isee e 80 euro al mese per chi supera questa soglia. Potrebbe crescere anche il «bonus asili nido» per le famiglie più povere, con un incremento dell'assegno annuale di 1.500 euro per coloro che hanno un Isee inferiore a 25mila euro. Le tasse invece sono confermate. Restano scritte, nero su bianco, la sugar tax e la nuova imposta sulla plastica. Nessun nuovo balzello colpirà le sigarette elettroniche, ma i fumatori tradizionali dovranno pagare pegno. Il prelievo sui tabacchi salirà per le sigarette tradizionali, portando in dote 88 milioni di euro. Spazio alle imprese che scommettono sulla rivoluzione green che avranno 140 milioni di incentivi in più (in tre anni saranno 420). Anche sulla base dei risultati elettorali il governo ha rimesso mano alla flat tax. Il governo sta lavorando «per individuare i 100 milioni necessari per confermare il regime agevolato per le partite Iva fino a 65mila euro, eliminando tutti i vincoli» ha detto la viceministra Laura Castelli. Tra le misure anche la proroga di «dodici mesi» dei tagli all'editoria previsti dall'ultima legge di bilancio e che dovevano essere avviati a partire dal 2020, fino all’azzeramento. Nella stessa direzione anche gli 8 milioni l’anno per tre anni, dal 2020 al 2022, per la convenzione con Radio Radicale. Previsto anche un bonus per le scuole che faranno abbonamenti a quotidiani e periodici, anche online con «un contributo fino all’80 per cento della spesa». Aiuti anche per rendere più belle le città grazie al rifinanziamento del fondo di garanzia per la prima casa e uno stanziamento nuovo, da 853 milioni fino al 2033 per la «rinascita urbana». In questa direzione va anche il bonus facciate per gli interventi edilizi con una detrazione d’imposta al 90%. Infine per garantire la tenuta dei conti il governo congela un miliardo di spese nel 2020.

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