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"Redistribuiti sempre in Italia". Salvini, ecco la fregatura sui migranti

L'ex ministro pubblica la circolare del Viminale che manda gli stranieri in Umbria, Marche e Campania

"Redistribuiti sempre in Italia". Salvini, ecco la fregatura sui migranti

Sulle politiche dell’immigrazione l’ex ministro Matteo Salvini torna ad attaccare il governo. «Se li fai sbarcare, poi fatalmente arrivano in tutta Italia (alla faccia degli "accordi europei"). Ecco la circolare del Ministero dell’Interno, da Agrigento ne arriveranno: 30 in provincia di Ancona, 30 ad Avellino e 30 a Terni. Sono le prime tre regioni a sperimentare la "Cura Conte" e a provare sulla loro pelle gli effetti del governo sinistro delle poltrone e dell’invasione. Grazie anche a Renzi e Di Maio, ottimo lavoro di svendita del Paese... Gli italiani sapranno darvi le risposte che meritate, a partire dal 27 ottobre in Umbria» ha scritto il leader della Lega, pubblicando la circolare del Viminale.

E se dal governo non arrivano reazioni, ieri ha parlato la portavoce di Mediterranea Saving Humans, Alessandra Sciurba, intervenendo alla scuola di formazione politica «Futura» organizzata da Davide Faraone (Italia Viva) a Terrasini (Palermo). «Con Matteo Salvini ministro dell’Interno abbiamo vissuto un incubo». Alessandra Sciurba, che è andata con la nave Mare Jonio nel Mediterraneo per salvare vite umane, ha raccontato quanto accaduto negli ultimi anni in Italia, senza risparmiare critiche all’ex ministro Marco Minniti, sul codice di condotta delle Ong. «Abbiamo assistito alla scomparsa dei diritti umani in questi anni», ha detto.

Salvini avrà anche smesso di fare il ministro, tuttavia resta ancora in primo piano. L’ultimo eroe dei videogiochi veste proprio i panni del leader leghista, protagonista inconsapevole della fiera del fumetto «Romics» alla fiera di Roma. Sguardo accattivante alla James Bond, imbraccia un fucile di precisione e corre alla ricerca dei nemici. Alla fiera del fumetto sono tutti pazzi per Call of Salvenee, videogioco che fa il verso al più popolare Call of Duty e che permette di «salvare i Marò e scatenare epiche battaglie a colpi di populismo con i politici più gentisti di questa epoca». Marco Alfieri, 27enne pisano, descrive la sua creatura così: «Soltanto la tua intrepida Ruspah e il tuo populismo possono salvarti dai tuoi nemici giurati: Renzie, Peppe Gryllo, Half Ano, Sgarbie e via dicendo» e dice: «Non sono d’accordo con i discorsi di Salvini, come non lo sono con quelli di molti altri politici che ho inserito nel videogioco. Li critico un po’ tutti». «È nato perché mi piacciono la satira politica, i videogiochi - spiega Alfieri - è quello che faccio, l’ho fatto anche prima di Call of Salveenee e lo farò anche dopo perché è questo che amo fare. È un tipo di satira in cui tutte le bufale, tutti i discorsi populisti e i complotti che portano avanti i vari politici sono reali e in quanto tali creano un mondo fantascientifico e totalmente azzurro e bizzarro. Call of Salveenee è ambientato all’interno di questo universo narrativo. Tra i sostenitori di Matteo Salvini qualcuno la prende a ridere, credo, qualcuno invece la prende seriamente e si offende. Un po’ come tutte le opere di satira, c’è chi è permaloso e chi no».

Torna invece sui dati dei reati commessi dagli stranieri Giorgia Meloni che parla di «emergenza». «Gli stranieri in Italia sono il 12% della popolazione ma commettono il 32% dei reati. Basta omertà buonista: l’immigrazione incontrollata non è una risorsa ma un problema di sicurezza».

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