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Tutti contro Fioramonti. Giù le mani dal crocifisso

Dalla Chiesa a maggioranza e opposizione. La proposta del ministro dell'Istruzione scontenta tutti

Carlo Antini
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Non si placano le polemiche sulle parole del ministro dell'Istruzione Fioramonti che ha proposto di togliere dalle classi scolastiche simboli come il crocifisso e le immagini del Capo dello Stato. La levata di scudi è stata generale e coinvolge esponenti della Lega ed esponenti di maggioranza e opposizione. «La nostra cultura, la nostra identità, la nostra storia, in ogni ufficio comunale un crocifisso e guai a chi lo tocca. Soprattutto in una terra come l'Umbria. Ieri sono stato a Cascia e a Norcia e vagli a dire non ci piacciono più Santa Rita e San Benedetto». Così Matteo Salvini in diretta Facebook. Il ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti, «mi sembra un ministro più da centro sociale che da ricerca universitaria», ha sostenuto il segretario leghista. «Dopo Toninelli, ora è il ministro Fioramonti a regalarci ogni giorno una perla di saggezza. Dopo le tasse sulle merendine e le assenze per manifestazione giustificate dallo Stato, il Ministro dell'Istruzione ci dice che al posto del crocifisso in aula vedrebbe bene "una cartina del mondo con dei richiami alla Costituzione". Io invece vedo bene il crocifisso in aula, e la cartina del mondo con richiami alla Costituzione negli uffici del M5S, così imparano dove sta Matera e cosa dice l'art. 1 della Costituzione (la sovranità appartiene al popolo)». È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. «Ministro Fioramonti, lascia stare merendine, crocifisso, foto di Mattarella, giustificazioni. E pensa a fare il ministro. Ripristiniamo l'Unità di Missione sull'edilizia scolastica? #ItaliaViva». Così su Twitter il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone. «Il Crocifisso non si tocca! Siamo stupiti negativamente dal fatto che per l'ennesima volta un ministro strumentalizzi un simbolo che appartiene a tutti e non può diventare motivo di divisione. È assurdo pensare di rimuovere i crocifissi e mettere al loro posto cartine e mappamondi. Con la scusa della laicità un giorno forse ci vieteranno di pregare? O di pregare in silenzio? Credo che quella del ministro Fioramonti sia un'uscita infelice e poco istituzionale, oltre che diseducativa per i nostri ragazzi». Lo afferma il senatore UDC Antonio De Poli. «La scuola italiana ha mille problemi, sotto gli occhi di tutti, molti dei quali aggravati dal pessimo pacchetto "Buona scuola" varato da Renzi e dal suo non rimpianto Governo. Eravamo già messi male e adesso con il ministro Fioramonti siamo addirittura messi peggio». Così il senatore della Lega, Roberto Calderoli. «In pochi giorni ha tirato fuori che vuol tassare le merendine, poi ha invitato gli studenti a marinare la scuola per manifestare per il clima, quindi ha messo il veto all'autonomia differenziata per le Regioni senza neppure aver letto il testo, ieri si è dichiarato sostenitore dello ius culturae e oggi, per arrivare all'apice della sua escalation mediatica, propone di cestinare i crocifissi e rimpiazzarli con cartine geografiche mondiali. Forse - aggiunge - al ministro Fioramonti sfugge la valenza del crocifisso, simbolo delle nostre radici cristiane, di quello che siamo. Ma detto questo ben vengano anche le cartine geografiche, che sono certamente utili: nelle pareti delle classi c'è spazio sia per il crocefisso che per le cartine. A meno che la prossima sparata del ministro Fioramonti non sia quella di rimpicciolire i muri delle classi... Povera la nostra scuola», conclude Calderoli. E non mancano gli esponenti del Pd. «Non ricominciamo polemiche inutili sul crocifisso e non apriamone di nuove sulla foto di Mattarella. Ci sono troppi problemi da risolvere nella scuola per andare a ingolfarsi in un dibattito di principio che abbiamo già visto». Lo afferma la deputata Debora Serracchiani (Pd) commentando le dichiarazioni del ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti sull'esposizione a scuola del crocifisso e della fotografia del Capo dello Stato. Per Serracchiani «questo Governo ha già sul tavolo questioni molto concrete da affrontare ed è opportuno che tutte le energie siano rivolte là, a dare soluzioni. Credo si debba evitare di offrire munizioni all'artiglieria della destra - aggiunge la parlamentare - sollevando questioni su cui il buon senso consiglia di non andare a dividere i cittadini».

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