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Scoppia la crisi, tornano gli immigrati

Conte chiede lo sbarco della Open Arms. Il Tar ordina: "Fateli approdare". E la ministra Trenta manda la Marina a scortarli

Daniele Di Mario
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Dopo Luigi Di Maio, Matteo Salvini mette nel mirino il premier Giuseppe Conte: la tensione sullo sbarco dei migranti della Ong Open Arms è alle stelle. Così come altissimo è il livello dello scontr tra il leader del Carroccio e il premier. La Lega lo ha di fatto sfiduciato, rompendo la coalizione gialloverde col M5S e presentando una mozione di sfiducia. Ma formalmente Conte è ancora presidente del Consiglio e, in questa pazza crisi di governo populista, si assiste al paradosso di un vicepremier che fa presentare al proprio partito di cui è segretario una mozione di sfiducia (che però non verrà discussa il 20 agosto: il Senato darà precedenza alle comunicazioni di Conte all'Aula) senza però dimettersi dal governo né ritirare tutti i ministri della Lega. Tradotto: il governo e la maggioranza di fatto non esistono più, ma formalmente senza nessuna sfiducia né le dimissioni di Conte, l'esecutivo è ancora in piedi e lo sarà almeno fino al 20 agosto. E ancora in grado di litigare al proprio interno. L'ultimo scontro è sui migranti. Conte scrive una lettera a Salvini chiedendo di far entrare la nave nelle acque italiane e di permettere lo sbarco dei migranti della Open Arms. Il premier sottolinea l'esigenza di rispettare le norme di legge che impongono di assistere e tutelare i minori. La lettera è indirizzata al ministro dell'Interno, ma anche al ministro della Difesa Elisabetta Trenta e a quello delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. Conte nella lettera precisa che la tutela dei minori è stata la bussola che ha orientato l'agire del governo anche nei casi analoghi accaduti in passato. Ma Salvini risponde picche. «Conte - dice - mi ha... SE VUOI CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI

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