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Fico li festeggia. E intanto i rom rubano

Roberto Fico

Il presidente della Camera dedica la festa della Repubblica ai nomadi. I carabinieri fermano 5 bosniache che borseggiavano i turisti durante la parata

Andrea Ossino
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«Oggi è la festa di tutti quelli che si trovano sul nostro territorio, è dedicata ai migranti, ai rom, ai sinti che sono qui e hanno gli stessi diritti». Le parole pronunciate dal Presidente della Camera Roberto Fico, a margine delle celebrazioni a Roma della Festa della Repubblica, si sono trasformate in una polemica politica non di poco conto. Complice della querelle anche l'arresto di alcune borseggiatrici rom. Le cinque donne, di origini bosniache, stavano infatti rubando proprio mentre la terza carica dello Stato sottolineava la «grandezza della Repubblica, che è per tutti». Ma andiamo con ordine. Ieri, nel cuore della Capitale, in occasione del settantatreesimo anniversario della Repubblica, il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha deposto una corona di fiori davanti la tomba del Milite Ignoto, all'Altare della Patria. Al suo fianco, anche durante la successiva parata lungo via dei Fori Imperiali, c'era il Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, quello della Camera, Roberto Fico, il Premier Giuseppe Conte e il ministro della Difesa Elisabetta Trenta. Le celebrazioni si stavano svolgendo come ogni anno. Il tema del 2019 era "l'inclusione" e le parole che il Presidente Fico aveva pronunciato erano state sulla stessa lunghezza d'onda: «Questa è la festa della Repubblica di tutti, è dedicata a tutti coloro che hanno subito come gli ebrei l'olocausto, ai rom e ai sinti che sono stati perseguitati, questa è la forza della nostra Repubblica, non fare differenze». Ma mentre Fico pronunciava parole di inclusione, alcune donne già note tra gli uffici giudiziari della Capitale per i numerosi precedenti penali accumulati, sono state sorprese a rubare il portafogli a una turista che si trovava a pochi metri dal Presidente della Camera. La donna, indiana, non si era accorta di nulla. I carabinieri però avevano seguito quelle cinque rom, tra i 25 e i 33 anni e tutte di origine bosniaca, già dalla fermata metro Circo Massimo. I militari sapevano che quelle donne, che risiedono nel campo rom di Aprilia, stavano andando alla parata per rubare dalle tasche di chi era distratto dalle parole dei politici e dalla confusione. I carabinieri della Stazione Roma Quirinale così le avevano pedinate, e quando avevano provato a sfilare il portafoglio alla donna indiana, una signora di 54 anni, le avevano fermate, impedendo loro di rubare le 215 euro presenti all'interno del borsellino. Bloccate, sono state accompagnate in Tribunale, dove il giudice ha convalidato il fermo al termine del processo per direttissima. L'arresto è stato convalidato, del resto le indagate sono state colte con le mani nel sacco. Ma non tutte le borseggiatrici andranno in carcere: in quattro infatti stanno affrontando una gravidanza, una ha 8 figli, un'altra 5 e l'ultima addirittura 10. Chi frequenta le aule di giustizia conosce la frustrante routine quotidiana a cui assistono gli inquirenti: tra gravidanze, minori, senza fissa dimora, «tenuità del fatto», raramente i borseggiatori finiscono in carcere. E così, tanto "tenui" quanto fastidiosi, i furti aumentano. Domenica scorsa, infatti, i carabinieri della Stazione Roma piazza Farnese hanno arrestato anche un quarantaseienne originario della Tunisia. Aveva strappato il marsupio a un anziano che attendeva il tram in piazza Venezia. I suoi precedenti raccontano di un prolungato soggiorno nella Capitale, sempre dormendo in "alloggi" di fortuna. E ancora un un cittadino peruviano di 62 anni, pluripregiudicato, ha utilizzato un trucco già noto: spintonare una ragazza rubandole il portafogli. In totale, quindi, solo in centro a Roma domenica i militari hanno fermato 7 persone. Poi ci sono le denunce raccolte nelle diverse caserme dei carabinieri o nelle stazioni di polizia. Il 2 giugno, ad esempio, la polizia ha raccolto oltre 40 denunce di furto. Non tutti i reati si riferiscono a domenica scorsa, ma il dato fornisce l'idea di quanto il fenomeno sia diffuso. Questo alimenta anche la polemica politica. «Per me ieri (l'altro ieri, ndr) era la Festa della Repubblica. Ho visto che per qualcuno era la Festa dei Rom... Aspettiamo l'ufficializzazione della festa del borseggiatore». Lo ha detto Matteo Salvini, chiudendo ieri sera il comizio a Cremona.

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