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la pacchia è finita

Non gli resta che piangere

La sinistra frignona e buonista contro la stretta di Salvini sui falsi profughi. Si scorda del boom senza precedenti di criminali con "protezione umanitaria"

Non gli resta che piangere

Le prefiche dell’umanitarismo ipocrita sono partite all’attacco del decreto sicurezza scritto da Matteo Salvini. L’accusa meno violenta che gli viene rivolta è quella di essere un mostro senza cuore, un nemico dell’accoglienza e un persecutore di migranti. Ovvietà che in astratto potrebbero valere per il Ku Klux Klan e la paccottiglia di suprematisti wasp stanziati oltreoceano, non certo per il ministro dell’Interno. Salvini ha concepito un provvedimento di elementare buon senso e che va incontro a una domanda larghissima e stratificata di sicurezza e protezione sociale. Gli antipatizzanti denunciano in particolare la stretta nelle maglie larghe della protezione umanitaria e la sospensione della procedura di richiesta d’asilo in caso di condanna in primo grado...

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