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Cene di Marino, ecco cosa cercano i pm

Ristoratori in procura per capire se gli incontri (a nostre spese) erano istituzionali L'ambasciata del Vietnam: mai a tavola col sindaco. Ecco tutte le smentite ricevute

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La parola dei ristoratori contro quella di Ignazio Marino. Lo scandalo dello "scontrino-gate" continua a riservare sorprese. L'ultima è la clamorosa smentita dell'ambasciatore del Vietnam che ha negato di essere stato a cena con il sindaco a Roma il 6 settembre 2013. Nell'ambito dell'indagine sulle spese di rappresentanza del primo cittadino della Capitale, la Procura sta citando, in qualità di persone informate sui fatti, i titolari dei ristoranti dove Marino ha offerto la cena ai suoi ospiti «per motivi istituzionali» pagando con la carta di credito datagli in dotazione dall'amministrazione comunale. La testimonianza dei ristoratori, in totale una ventina, è definita un passaggio «essenziale» per chiarire se il sindaco ha detto la verità nelle dichiarazioni sottoscritte, sotto la sua responsabilità, come giustificazione dei pagamenti effettuati. L'inchiesta ha preso il via con gli esposti presentati dai consiglieri capitolini del Movimento 5 Stelle e del gruppo Fratelli d'Italia-An. Il sostituto procuratore Roberto Felici dovrà chiarire se dietro la denuncia di un presunto uso indiscriminato della carta di credito si possa nascondere il reato di peculato. Il fascicolo, per il momento, resta senza indagati né ipotesi di reato. Il fatto che Marino abbia annunciato ieri di voler restituire di tasca sua i 20 mila euro spesi con la carta di credito per mettere a tacere le polemiche, non cambia il quadro di una sua eventuale responsabilità penale. Se infatti la Procura dovesse accertare, al termine delle indagini, che sono stati commessi degli illeciti, il reato si considererebbe comunque consumato, al di là della restituzione del denaro, che al massimo metterebbe al riparo il sindaco da una responsabilità di danno erariale. I nodi da sciogliere, a questo punto, sono almeno cinque. A cominciare proprio dalla cena del 6 settembre 2013 che Marino avrebbe offerto all'ambasciatore del Vietnam, dopo l'incontro avvenuto in Campidoglio. La segretaria e assistente dell'ambasciatore, Dang Thi Phuong Thao, intervistata telefonicamente da Radio Capital, alla domanda "Non sono andati a cena?", ha risposto risoluta: «No, assolutamente, è stato solo un incontro istituzionale, finito lì». Resta poi la pesante smentita della Comunità di Sant'Egidio, secondo cui «nessun responsabile ha mai cenato con Marino a spese del Comune», a cui si aggiunge quella di don Damiano Modena, che ha negato di essere stato nel ristorante "Tre Galli" di Torino la sera del 4 maggio scorso. Quanto ai ristoratori, i primi a essere chiamati dalla Procura potrebbero essere, in primis, quello del "Girarrosto Toscano", non solo per la cena con l'ambasciatore vietnamita, ma anche per quella di Santo Stefano del 2013, e poi il titolare del ristorante "La Taverna degli amici" di Roma, che ha dichirato che il 27 luglio 2013 Marino era a tavola con la moglie, e non con un rappresentante dell'Organizzazione mondiale della Sanità.     DA «SAPORI DI MARE» Il sindaco: ero con Sant'Egidio Tra gli scontrini di Marino ce n'è uno da 150 euro del 26 ottobre 2013 al ristorante "Sapore di Mare". Una cena a base di spaghetti all'aragosta che il sindaco ha dichiarato di avere «offerto per motivi istituzionali ad alcuni rappresentanti della Comunità di Sant'Egidio». La Comunità: mai andati a cena «Nessun responsabile del nostro movimento ha cenato con Marino a spese del Comune, né in quel ristorante né in altri - è la precisazione della Comunità di Sant'Egidio a "Il Tempo" del 5 ottobre - il sindaco si sarà sbagliato».     DAL «GIRARROSTO TOSCANO» Il sindaco: ero con i giornalisti Il 26 dicembre 2013 Marino paga con la carta di credito del Comune 260 euro al ristorante "Girarrosto Toscano" di Roma, dichiarando che si tratta di una «cena offerta per motivi istituzionali ad alcuni rappresentanti della stampa». Il ristoratore: era con la famiglia Il titolare del ristorante dichiara al "Corriere della Sera" del 4 ottobre che il sindaco era con la sua famiglia, per poi smentire il giorno dopo. Martedì dei giornalisti del Tg4, con telecamera nascosta, registrano le parole del ristoratore: «Marino è venuto qui a mangiare coi familiari».     DA «I TRE GALLI» Marino: a Torino con don Modena L'8 novembre 2013 Marino paga una cena da 93 euro al ristorante "Archimede Sant'Eustachio" di Roma a don Damiano Modena. Il sindaco dichiara di aver offerto anche un'altra cena a don Modena al ristorante "Tre Galli" di Torino, la sera del 4 maggio scorso, costata 125 euro. Don Modena: ero ad Alessandria Don Modena al "Corriere della Sera" di ieri smentisce: «Sicuramente io sono rimasto ad Alessandria quella sera, ho dormito lì da amici». E sulla cena di novembre 2013: «Non so nemmeno se mi sono fermato a Roma la sera».     DALLA «TAVERNA DEGLI AMICI» Marino: con membro della WHO Un altro degli scontrini "sospetti" è quello del 27 luglio 2013, rilasciato dal ristorante "La Taverna degli amici" di Roma. Il sindaco utilizza la carta di credito del Comune per pagare il conto da 120 euro, dichiarando che è una «cena offerta per motivi istituzionali a un rappresentante del World Health Organization». Il ristoratore: «Era con la moglie» A "La Repubblica" di ieri il ristoratore smentisce: «Il 27 luglio 2013? Con la moglie. Era con la moglie, come no... Marino è venuto qui una sola volta. Era quella».

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