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A Roma Salvini vola già verso il 20%

Se si votasse oggi per le amministrative il centrodestra andrebbe al ballottaggio contro i grillini LEGGI ANCHE Berlusconi e Matteo vertice nella capitale tra giovedì e venerdì

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C'è un sondaggio, della Swg, che in via Bellerio conservano gelosamente. Dati che fanno gonfiare il petto a Matteo Salvini, perché certificano lo sfondamento del segretario del Carroccio anche a Roma. La rilevazione, assai recente, disegna la crisi della politica romana dopo Mafia Capitale e certifica le difficoltà del Pd, travolto dalle polemiche sull'operato del sindaco Marino e messo in imbarazzo dall'inchiesta della procura capitolina. Quel sondaggio dice che se oggi si votasse per le amministrative al ballottaggio andrebbero il centrodestra e il MoVimento 5 Stelle. E, dato fino a pochi mesi fa impensabile, il movimento di Salvini si attesterebbe intorno al 19%, con Forza Italia al 7 e Fratelli d'Italia al 7. Il Pd viene dato al 20% (ma alcuni sondaggi del Nazareno lo apprezzano addirittura al 14), mentre i grillini sono al 27%. Naturalmente, la rilevazione non tiene conto delle liste civiche, né del candidato sindaco, il cui effetto-traino è spesso determinante per le coalizioni in campo. Ma quel sondaggio ha fatto sì che Noi con Salvini abbia deciso di accelerare il processo di strutturazione sul territorio. Sia a Roma che nel Lazio. Così, a fianco del coordinatore regionale Fabio Fiorini, si sono costituiti gli altri coordinamenti locali. Non solo. Gruppi consiliari col nome del movimento del leader leghista sono nati a Viterbo e in altri 14 Comuni della Tuscia, e a Rieti. Noi con Salvini si sta strutturando anche nel Lazio seguendo la direttiva di creare coordinatori locali che possano rappresentare il «nuovo» («Sia nel senso di coinvolgere a livello operativo persone che vengono dalla società civile, sia nel senso di integrare politici che, pur provenendo da altri partiti, aderiscono a NCS comprendendo che Matteo Salvini offre loro una nuova opportunità su cui costruire un nuovo percorso in prospettiva», spiega Fabio Fiorini). Di qui l'intenzione di puntare su persone in grado di coniugare due capacità: riaggregare il centrodestra e riavvicinare gli elettori alla politica, importanto il modello organizzativo della Lega Nord. Non è un caso che tra i coordinatori figurini professionisti (medici e avvocati) e persino un ex ufficiale dell'Esercito (Umberto Fusco, Viterbo). Con una attenzione particolare: evitare - si spiega da ambienti interni a Noi con Salvini - di importare comportamenti e dinamiche che hanno polverizzato il centrodestra a Roma e nel Lazio. Il riferimento, non puramente casuale, è ad alcuni parlamentari e ad alcuni movimenti esterni a Noi con Salvini che vengono visti con sospetto, perché rischiano «di affiancarsi in modo antagonista e non complementare». Tra questi si citano Riva Destra, Mille Patrie e, da ultimo, il movimento «Identità e Territorio» creato nel Pontino all'indomani della nomina del coordinatore provinciale di Latina, Angelo Conte. Tutte iniziative che vengono viste dai vertici di Noi con Salvini come «azioni di disturbo di movimenti paralleli» che nasconderebbero una «guerra sotterranea» al processo di rinnovamento di Salvini nel Lazio, col rischio di creare confusione e replicare le logiche di correnti e sottocorrenti. «Né - si ammonisce - va confusa l'adesione di Salvini ad eventuali iniziative pubbliche con altri leader del centrodestra come una legittimazione: si tratta solo di normale dialettica politica».

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