Dopo il padre, il figlio Un altro Clini nel Mose
L'interrogatorio Spuntano finanziamenti europei La segretaria di Galan: «Mi chiesero di parlarci»
Soldi, sempre più soldi. La «cricca della Laguna» attingeva dove poteva o, meglio, dove i contatti con personaggi influenti lo consentivano. Come il caso della «questione dei finanziamenti dell'Unione europea» ricercati da Piergiorgio Baita, ex presidente della società Mantovani, capofila del Consorzio Venezia Nuova (Cvn) nel progetto del Mose. C'è un nome, in questa vicenda, che prepotentemente estende il campo d'azione degli indagati, quello di Carlo Clini, figlio dell'allora ministro Corrado, rappresentante della Regione Veneto a Bruxelles. Ma al di là dell'effettiva dazione delle tangenti, gli atti svelano una vera e propria «macchina» messa in moto per agevolare gli interessi del Cvn. LA RACCOMANDAZION E Ma andiamo con ordine, in quanto la vicenda legata al figlio di Corrado Clini (l'ex ministro è indagato alle procure di Roma e Ferrara per associazione a delinquere, peculato e corruzione in merito ad alcune distrazioni di fondi pubblici del Ministero dell'Ambiente) è ben illustrata da Claudia Minutillo, ex segretaria dell'allora ministro Giancarlo Galan. È il 9 aprile 2013, quando la donna compare davanti ai pubblici ministeri di Venezia. I magistrati le chiedono dei rapporti del Cvn con politici e personalità di rilievo della Repubblica. «Baita – chiedono i pm – le comunica che si occuperà lei della questione dei finanziamenti dell'Unione europea e avete bisogno di nominare un vostro rappresentante, una persona che di nomina si occupi dei vostri interessi e lei dice che «la persona più indicata è quella che suggerisce Chisso (ex assessore regionale del veneto, ndr), che ha buone entrature e un padre importante». Lei ricorda a chi si faceva riferimento?». «Sì – risponde convinta la Minutillo – Carlo Clini, figlio del ministro Clini. In realtà Carlo Clini è il rappresentante della Regione del Veneto a Bruxelles, ogni Regione ha il suo rappresentante. Si parla di Venice Ro-Port Mo.s. (nuovo terminal delle autostrade del mare, ndr) in questo caso: per chiudere... perché non si riusciva ad andare a definire la convenzione con l'autorità portuale Venice Ro-Port Mo.s., a un certo punto Baita un giorno mi disse: «Guarda ci siamo accollati...abbiamo accettato di entrare anche noi, aderire al progetto Adria Mo.s., che è un progetto europeo, per cui così abbiamo potuto chiudere più in fretta la convenzione. Segui tu le cose perché...». QUEL BRAVO RAGAZZ O Solo che io lì avevo inteso che dovevo trovarmi qualcuno a Bruxelles che avesse qualche aggancio, no? Allora Chisso mi suggerì giustamente questo ragazzo, che dicono sia anche molto bravo, io l'avevo incontrato per caso soltanto una volta, doveva incontrarmi con lui e poi non siamo più riusciti a vederci». «Si – ribatte la Procura – ma alla fine lei rinfaccia a Chisso di non essere stato lui a raccomandarla con Carlo Clini». «Perché – spiega la Minutillo - io gli avevo chiesto di contattarlo per presentarmi in un qualche modo, ma lui non lo fece e io entrai comunque in contatto con Clini attraverso altre strade e dissi: "Ti avevo detto di fare questa cosa e non l'hai fatta"». Alla fine, come precisa la Procura, «chiamerà lui (Chisso, ndr) Clini e gli dirà di mettersi a sua disposizione». I CONTATTI DELL'EX MINISTRO Il nome Clini, comunque, torna ancora una volta nelle carte dell'inchiesta. Questa volta lo fa il dominus del progetto Mose, Giovanni Mazzacurati, ex presidente del Cvn con la sua segretaria, Ornella Melusa, le cui dichiarazioni alla magistratura potrebbero svelare tutti i rapporti stretti dal manager con personalità politiche e amministrative romane. I due discutono al telefono di alcuni appuntamenti. «Ingegnere buongiorno», dice la donna. «Senta – risponde il manager – allora io pensavo di venire (a Roma, ndr) domani sera...avrei...da comunicare due appuntamenti: uno pensavo di andare verso le otto al solito da Incalza (capo della struttura tecnica del Ministero delle Infrastrutture, ndr) (...) e poi avevo un appuntamento al solito posto lì a Ripetta (...) alle 13 ho Casadei (dello stesso Ministero, ndr)». «Non so – interviene la segretaria – vuole andare da Signorini (delle Infrastrutture, ndr)? (...) per vedere se c'ha notizia per il nuovo Cipe e che solleciti la delibera che circola ancora per l'Economia (...) potrebbe essere utile». Tuttavia Mazzacurati ha un altro obiettivo: «Io però (...) e l'unica roba Clini ma mi pare che non sia no?». «No – controlla la donna nell'agenda – Clini torna il 3 o 4 marzo». «Si – conclude l'uomo – poi bisognerà che faccia una visita apposta perché Clini è sempre un po' complicato là».
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