Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

La strana storia degli streaming tra Pd e Movimento 5 Stelle

BERSANI

Due governi e mezzo fa. Sembra tanto tempo, ma è passato meno di un anno dal primo incontro pubblico tra un leader democratico e i pentastellati

  • a
  • a
  • a

La storia degli streaming tra il Partito democratico e il Movimento Cinque Stelle parte da lontano, due governi fa e mezzo. Anche se è passato meno di un anno. Quello di oggi non è che l'ultimo breve capitolo degli incontri tra un leader del Pd e il frontman di turno pentastellato. Prima di Matteo Renzi era toccato a Enrico Letta e prima ancora a Pier Luigi Bersani. Ripercorriamo le tappe dei faccia a faccia. Esci da questo blog! Poche ore fa. Il premier incaricato Matteo Renzi riceve Beppe Grillo per le consultazioni. Lui non ci voleva andare, indice sul suo blog un referendum che lo costringe a tornare sui suoi passi. Ne viene fuori uno spettaolo di pochi minuti di insulti e nulla più che divide i militanti a 5 stelle. "Non era questo il modo per farlo. Non mi è piaciuto", commenta a caldo il senatore Luis Alberto Orellana, tra i più critici con i vertici del Movimento. "Anch'io penso che Renzi non sia credibile - spiega Orellana - ma una volta che sei là devi confrontarti. Il web ha deciso di andare alle consultazioni e allora vai, lo fai parlare e poi dici la tua. Non ascoltarlo nemmeno per un minuto non è bello". Anche la base M5S si spacca nei commenti sul blog.Grillo studiato a tavolino l'incontro con l'unico intento di vomitare tutta la rabbia. Vince mediaticamente. Renzi si difende come può, annaspa e cerca a fatica qualche contromossa e caccia dal cilindro la frase che imprimerà l'orma di questo round: “Esci da questo blog”. Ogni streaming ne ha una.   Scongelatevi! E' il 25 aprile scorso, Letta è stato appena nominato da Napolitano. Altre consultazioni. Dura più a lungo l'incontro, quasi un ora. Il premier incaricato chiede alla delegazione del M5S di “provare a mescolare” e “provare a scegliere e decidere insieme”: "Troverete sempre porte aperte per la discussione e il dialogo, è importante che si scongeli la posizione di una forza come la vostra". "Vogliamo vedere i fatti, vogliamo vedere le azioni concrete, e noi nelle azioni concrete ci saremo", risponde Vito Crimi (l'allora presidente del gruppo parlamentare al Senato) a nome del M5S, rimandando a un'analisi della squadra di governo la questione della fiducia. "Aspettiamo di vedere lo scioglimento della riserva, il programma ci sembra già abbastanza forte, spero sia oggetto di discussione parlamentare e non si muova in un solco già segnato". Roberta Lombardi (presidente del gruppo parlamentare alla Camera) aggiunge: "Ci aspettiamo dei nomi di altissimo profilo". Nonostante le velate aperture, le diffidenze dei grillini resisteranno in Parlamento.   Sembra Ballarò! E' un mercoledì. Ventisette marzo. Il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, incontra alla Camera i rappresentanti parlamentari del Movimento 5 Stelle, nell'ambito delle consultazioni che ha avviato sabato dopo aver ricevuto da Giorgio Napolitano l'incarico di “verificare l'esistenza di un sostegno parlamentare certo” per sostenere un governo. Bersani ha illustrato il proprio programma di governo, mentre i due capigruppo del M5S, Roberta Lombardi e Vito Crimi, hanno spiegato che il loro partito non darà la fiducia al segretario del PD, come deciso in una riunione a porte chiuse con i loro parlamentari. L'incontro dura una mezz'ora e di quell'arco di tempo, oltre al "no" dei grillini, resterà una frase. La pronuncia una Lombardi decisa, ma ancora alle prime armi: "Qui sembra di stare a Ballarò".  

Dai blog