Politica

Il Cav prepara il debutto dei club per battere Renzi

Avanti con i giovani, volti nuovi che dovranno portare avanti la «rivoluzione» dei club «Forza Silvio». Berlusconi ieri ha incontrato nella sede di piazza San Lorenzo in Lucina i vertici del partito per mettere a punto la manifestazione di domenica all’Auditorium a Roma che dovrà sancire il lancio ufficiale dei primi mille nuovi circoli. Un progetto che sta molto a cuore all'ex premier, attualmente più proiettato su questa nuova iniziativa piuttosto che sull’organizzazione interna del partito che crea scontri e divisioni. Dal palco dovrebbe parlare solo Berlusconi, poi largo ai promotori dei club disseminati sul territorio. Ma, spiegano gli organizzatori, sarà soprattutto il giorno del battesimo nell'agone politico di Marcello Fiori, l'uomo macchina del progetto dei club. Fino all'ultimo, poi, il Cavaliere spera che Toti - attuale direttore del Tg4 - cancelli i dubbi e si lanci anche lui in quella che l'ex premier definisce con i fedelissimi «la nuova grande avventura che ci porterà a vincere di nuovo». Nella riunione pomeridiana al partito si è discusso dell'opportunità o meno della presenza dei parlamentari e alla fine la scelta è stata quella di farli partecipare ma non in prima fila. L'intenzione del Cavaliere, del resto, è quella di «competere» con l'immagine giovane e nuova di Renzi che nello stesso giorno, secondo i pronostici, sarà eletto segretario del Pd. Insomma il Cav non vuole fare la figura del leader alla guida di un partito vecchio e litigioso. Come da tradizione non mancherà la distribuzione di un apposito «kit» ai responsabili dei club, con tanto di vademecum sui 7 compiti affidati ai circoli (dal preparare le «sentinelle del voto» al promuovere iniziative e corsi di formazione politica). Ma Berlusconi è attento anche all’evoluzione della situazione politica, con l’obiettivo sempre di andare al voto il prima possibile. E il Cavaliere sa benissimo che quando ci sarà la sfida delle urne occorrerà allearsi anche con il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano. Perché la nuova legge elettorale che varerà il Parlamento va nella direzione di un bipolarismo con un premio di maggioranza che sia più accettabile, da assegnare alle coalizioni che superano il 40 per cento. Ma Berlusconi, allo stesso tempo, è pronto a fare buon visto a cattivo gioco pur di evitare che in Parlamento si crei un asse tra Pd e M5S a favore di una legge elettorale che favorisca i democratici e i grillini. Ecco spiegata l'apertura verso il Mattarellum, sistema che certo non è considerato dall'ex premier tra i migliori, ma dopo tutto - è il ragionamento - premia i due partiti maggiori, quindi Pd e FI. Quanto al capitolo riforme, Berlusconi è intenzionato ad usare la modifica della Costituzione come «contropartita» per ottenere la riforma della giustizia, come ha chiaramente detto alla presentazione del libro di Vespa.