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Al Leone arriva Greco. Della Valle se ne va

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GeneraliIl cda sfiducia l'ad Perissinotto e nomina il nuovo capoazienda Il patron di Tod's si dissocia: minata la credibilità dell'Italia. Mi dimetto

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e.Gli allievi del finanziere non hanno preso nulla dal maestro. Cuccia non parlava mai. Né prima, né durante, né dopo rivoluzioni cruente nelle quali le teste saltavano con violenza. Ma le urla restavano confinate nelle stanze del potere. Senza clamori e titoli a sei colonnne sui quotidiani. Altri tempi, altro stile. Ieri non è mancata la pubblicità al cda straordinario che ha sancito il ribaltone alle Generali: il group ceo Giovanni Perissinotto è stato sfiduciato, al vertice arriverà Mario Greco. È passata quindi la richiesta di una svolta nella gestione posta con forza dai soci privati e appoggiata da ultimo anche dal primo azionista Mediobanca. L'ad De Agostini Lorenzo Pellicioli, grande tessitore della partita, ha respinto intanto le ricostruzioni golpiste salutando con soddisfazione la svolta decisa: «È stato un ottimo consiglio dove non si è parlato del passato, ma si è dibattuto del futuro della società - ha detto -. I consiglieri hanno preso una decisione difficile, ma che apre grandi prospettive per Generali in linea con le sfide dei mercati. Nessun complotto, dunque, ma un consiglio, che ancora una volta ha dimostrato la sua indipendenza, al lavoro per il bene della società. Un ringraziamento a Giovanni Perissinotto e un augurio a Mario Greco». Ma alla chiusura di un fronte e alla possibilità che le polemiche rientrassero dietro le tende felpate della società se ne è aperto un altro. Diego Della Valle che ha sbattuto la porta anche dalle Generali annunciando le dimissioni dal cda, dopo aver già lasciato negli ultimi tempi sia il patto Rcs e sia quello di Mediobanca. Un addio sbandierato urbi et orbi in barba alle necessità di utilizzare il silenzio come prima vera arma strategica per ricreare valore in azienda. «Forse chi ha alzato questo polverone doveva tenere conto soprattutto di cosa tutto questo comporta a livello di credibilità fuori dall'Italia», ha detto l'imprenditore della Tod's. «Lunedì - ha chiarito - comunicherò le mie dimissioni dalle Generali. Non ero d'accordo su quello che si voleva fare, nella forma e nella sostanza». Quanto al cda la revoca dei poteri di Perissinotto è stata decisa grazie al voto di dieci dei 17 componenti il cda. Era assente dal consiglio straordinario il manager interno Reinfried Pohl, e si è astenuto solo Sergio Balbinot, ad con deleghe per l'estero a lungo pari grado di Perissinotto. Cinque i contrari: oltre a Perissinotto e Della Valle, anche il presidente Gabriele Galateri, il socio all'Est Petr Kellner e l'indipendente Alessandro Pedersoli. Alla fine i tre indipendenti di Assogestioni hanno appoggiato il cambiamento a Trieste, con l'arrivo di un esterno che interrompe la tradizione di manager cresciuti internamente al gruppo. Il Cda formalmente ha deliberato di di proporre a Greco la nomina a direttore generale e group ceo. Il suo ingresso avverrà però solo dopo l'uscita da Zurich, ma secondo quanto filtrato da fonti finanziarie il suo arrivo è atteso «a breve», non è però chiaro se nel cda già in agenda a fine mese. Fino ad allora le deleghe di Perissinotto saranno di Galateri. A sorpresa Perissinotto resterà nel Cda. Nonostante la revoca dei poteri al manager, spiegata dal Cda con «l'esigenza di operare un'iniziativa di discontinuità gestionale», e il suo licenziamento (in qualità di direttore generale), non sono così mancati i ringraziamenti di rito, dopo i 33 anni nel gruppo.

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