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Unragazzo di 31 anni che tanti anni fa era arrivato a Roma dal capoluogo partenopeo. Sicuramente anche un uomo d'affari. Un orientale che era riuscito a fare impresa. Era titolare di un money transfert in via Bordoni, a due passi dal bar e da casa. La sua vita si svolgeva tutta a Tor Pignattara. Un quartier generale di pochi chilometri quadrati dal quale però Zhou era riuscito a farsi un nome nella comunità cinese romana. I suoi affari sono stati la causa della tragedia? Nella Capitale, il mondo dei money transfert è un ambiente riservato. Spesso bersaglio di rapinatori professionisti che colpiscono sapendo di trovare un bottino ricco. Di regola un canale attraverso il quale girano tanti soldi, da e per la Cina. Un settore guardato a vista dalle forze dell'ordine, specie dalla Guardia di finanza. Infatti non sempre i traffici sono leciti. Le rimesse degli orientali sono milionarie. Ed è successo che le società che li fanno girare siano finite nelle indagini degli investigatori. Una importantente è stata condotta all'Esquilino: ha coinvolto cinesi e il clan camorristico di Giuliano. Il malaffare prevedeva vasti traffici legati alla contraffazione di merce. Un lavoro sporco che prevedeva la collusione di colletti bianchi, ancghe di commercialisti: cinesi e italiani.
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