Non è piaciuto al Pd il passaggio dell'audiomessaggio di Berlusconi nel quale condanna chi vuole cercare altre maggioranze «invocando magari dei formalismi costituzionali».
«Definire"formalismi costituzionali" regole e procedure stabilite dalla nostra Carta e accusare di falsità chi difende la nostra Costituzione vuol dire essere in malafede e mancare di rispetto al Capo dello Stato» è stato il commento di Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd. «Berlusconi la deve smettere – prosegue – Mi auguro che nel Pdl ci sia qualcuno con la testa sulle spalle. Si sta correndo il serio rischio di un conflitto tra poteri e con il Capo dello Stato che il Paese e gli italiani non possono sopportare». Filippo Penati, capo della segreteria politica del leader Pd Pier Luigi Bersani, non esita addirittura a parlare di «eversione» da parte del Cavaliere. «Definire il rispetto della Costituzione "stanco formalismo", come fa il presidente del Consiglio – attacca – è un atto eversivo, che tende a non riconoscere il dettato Costituzionale e le prerogative del capo dello Stato». «Si tratta di parole che purtroppo – aggiunge – rispecchiano la storia di Silvio Berlusconi che, incurante delle leggi e delle esigenze economiche e sociali del Paese, continua a usare la parola voto come un manganello contro le istituzioni e contro il Paese». Infine l'aeurodeputato David Sassoli: «Rilanciare promesse vecchie, attaccare la Costituzione, evitare di parlare della guerra interna del Pdl, non parlare dei problemi degli italiani: tutto per coprire il disfacimento della maggioranza. Di fatto stiamo assistendo alla fine di un modello, la maggioranza oramai è solo Berlusconi più Bossi, niente centro, niente destra, solo pasdaran, slogan e violenza anticostituzionale». «Berlusconi è stanco – è la conclusione – e stanca è l'ordalia estiva a cui a costretto il paese, si presenti in parlamento ed apra la crisi. La maggioranza non c'è più, per noi solo la Costituzione può indicare la strada».
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