Il ministro difende la manovra
Allavigilia dell'avvio dell'iter parlamentare in Senato, il testo è sotto il tiro delle categorie più colpite che non digeriscono la cura da cavallo imposta dal ministro. Così ieri da Lussemburgo dove era per la riunione dell'Eurogruppo e dell'Ecofin, Tremonti ha voluto mettere dei paletti. La manovra non si cambia, «deve restare così com'è». Il che significa che con la discussione in Parlamento «deve mantenere saldi e soldi invariati». E se il ministro dell'Economia è sotto assedio anche dai colleghi di governo che non accettano la cura dimagrante dei tagli, ha dalla sua la promozione che ieri ha incassato dall'Eurogruppo e dall'Ecofin. Per Tremonti la manovra non può essere rimaneggiata proprio perché ha avuto un riconoscimento dall'Europa. Il commissario europeo agli Affari economici e monetari, il finlandese Olli Rehn, lo ha detto: «L'Italia ha fatto la cosa giusta al momento giusto e nel modo giusto». E Tremonti ha sottolineato che «insieme alla Francia siamo nel gruppo di testa e vogliamo restarci». Olli Rehn ha parlato di «decisioni importanti», aggiungendo che Bruxelles «ci tornerà presto sopra per valutare la reale efficacia delle misure prese».
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