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Bersani manifesta con chi attacca il Colle

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Luigi Bersani

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Un gioco di equilibrismo. Una strada strettissima fra la necessità di andare in piazza sabato prossimo a Roma per non farsi scavalcare a sinistra da Di Pietro nella protesta contro il decreto salva-liste, e la difesa di Giorgio Napolitano che pure quel decreto ha firmato. Lì in mezzo, in questo terreno di sabbie mobili, si sta muovendo Pierluigi Bersani. «Sarebbe sbagliato dare occasione al centrodestra di nascondersi dietro al Quirinale», ha spiegato il segretario ieri sera prima di partecipare alla direzione nazionale del Pd. «Noi sappiamo bene – ha proseguito – qual è il mestiere del presidente della Repubblica, e quali sono le sue prerogative. La responsabilità di questo decreto è totalmente del governo, e se non teniamo ben fermo questo punto viene meno ogni discorso ragionevole» per quanto riguarda la manifestazione del 13. «Domani – ha proseguito – ci sarà un incontro organizzativo con tutte le forze del centrosinistra, e la manifestazione avrà una piattaforma comune che faccia sintesi non solo del centrosinistra ma vada al di là della nostra area. Il partito è unito - ha ribadito Bersani in tarda serata al termine della riunione - e convinto delle cose da fare, e cioè tenere alta la denuncia, far capire all'opinione pubblica il tema generale, che poi è un concetto di democrazia». Un tentativo che però in molti hanno già definito schizofrenico e che, all'interno del partito, ha già provocato critiche. Come quella di Mario Adinolfi, esponente dei Democratici. Il quale, sul suo blog, scrive di essere «ormai convinto che alla guida del Pd abbiamo dei cretini. Non sono in malafede, sono proprio cretini». «Adesso – prosegue – siamo alla difesa di Napolitano (che ha motivato in maniera sacrosanta e di merito la sua firma al decreto salvaliste) e alla manifestazione di piazza sabato contro le ragioni di Napolitano coincidenti con quelle del governo. Risultato? Far fare il pieno di voti a Di Pietro che almeno grida all'impeachment». Il rischio, infatti è proprio quello di essere costretti a far «da spalla» al leader dell'Idv che sabato in piazza potrebbe continuare a insultare Napolitano. Tanto che qualche dubbio sui «compagni di viaggio» ce l'ha il deputato dei Democratici Giorgio Merlo: «Mi chiedo quale sia la prospettiva politica che sta perseguendo il vertice dell'Idv. Dopo la richiesta violenta e diretta di mettere sotto accusa il Capo dello Stato da parte di Di Pietro, De Magistris addirittura individua nel Presidente della Repubblica colui che ha "ratificato l'assassinio della democrazia". Forse è bene che il Pd, su questo versante, si esprima con chiarezza e senza equivoci, perché se le parole d'ordine saranno queste forse sarà bene monitorare con maggior attenzione i compagni di viaggio». Pa. Zap.

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