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In Puglia Vendola e Boccia si incontrano. Ma è ancora stallo

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Ilcentrosinistra pugliese è sempre più diviso, imballato nella diatriba tra i due possibili candidati governatori - Nichi Vendola e Francesco Boccia - e con un elettorato sempre più disorientato dalle prese di posizione dei vari protagonisti delle possibili coalizioni. Ieri sera i due contendenti, dopo essersi presi a legnate attraverso dichiarazioni ai media e declinato gli inviti dei rispettivi partiti a consultarsi, si sarebbero incontrati nel capoluogo per trovare una ennesima (possibile?) mediazione. Il Partito democratico, intanto, è ostaggio dei suoi militanti pro Vendola: il segretario regionale Sergio Blasi e il presidente Michele Emiliano sono nell'imbarazzante condizione di non sapere né quando né con che tesi convocare l'assemblea regionale. In un primo momento l'assise si doveva riunire oggi, poi è stata rinviata a data da destinarsi. L'Italia dei Valori ha ormai un profilo cerchiobottista e galleggia tra le varie opzioni in campo. Se il segretario nazionale Antonio Di Pietro si era detto possibilista sulle primarie, il responsabile regionale Pierfelice Zazzera cambia ancora una volta le carte in tavola: «Vogliamo soprattutto conoscere i programmi, i progetti, quello che di vuole fare per la nostra regione: ribadiamo di non voler partecipare alle primarie e continuiamo ad aspettare che gli altri prendano la propria decisione». Equivicini, insomma... Il movimento del presidente Vendola, Sinistra ecologia e libertà, invece, propone un doppio binario di iniziative: dichiara la sospensione di tutti i tavoli con il centrosinistra per le prossime amministrative e annuncia una mobilitazione sui temi «dei diritti civili e sociali dei lavoratori immigrati». E per l'antagonista designato dal Pd, Francesco Boccia, ci sono solo strali: «L'unica proposta avanzata dal candidato esploratore (come viene appellato con un pizzico di sarcasmo ndr) Boccia è quella di dare il via ad una "privatizzazione dolce" dell'Acquedotto pugliese».

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