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In arrivo anche quelli "mobili"

Autovelox

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Ogni giorno sulle strade capitoline si registrano, di media, cinquantacinque incidenti e un decesso. Incroci pericolosi, segnaletica stradale spesso fatiscente, scarsa illuminazione, fondo sconnesso sono certamente tra le cause principali della maggior parte degli incidenti stradali che avvengono in città. I più gravi tuttavia, sono quelli dovuti all'alta velocità. Tra i più eclatanti quello del 7 settembre all'altezza di Ponte Umberto sul lungotevere dove un'auto a folle velocità dopo aver superato un'altra auto si schiantò contro il palo della luce, provocando la morte di due giovani ragazze. Un bollettino allarmante, contro il quale il Campidoglio, anche in collaborazione con la Fondazione Ania sta cercando di mettere a punto interventi radicali. Tra questi il posizionamento di 25 nuovi autovelox che verranno posizionati in modo visibile proprio affinché svolgano prima di tutto un'azione di prevenzione. Ecco allora che dopo aver effettuato un monitoraggio sulle strade più pericolose in termini di superamento dei limiti di velocità, entro gennaio verranno posizionati autovelox su via Palmiro Togliatti, via del Tintoretto, via Filippo Fiorentini, via di Vigna Murata, via Erminio Spalla, via di Baccanello, via Laurentina. Verranno poi posizionati due autovelox per arteria su: Tangenziale Est, via Cristoforo Colombo, via Casilina, via Appia Nuova, via dei Monti Tiburtini, via della Sorbona, via Isacco Newton, via di Torre Maura, via di Tor Bella Monaca. Non solo. La Polizia Municipale avrà in dotazione 22 autovelox «mobili» che verranno utilizzati a turno dai vari gruppi in servizio su tutto il territorio capitolino. Sempre sulla sicurezza stradale è di pochi giorni fa l'annuncio della Fondazione Ania della messa in sicurezza di 350 su 421 «black point», mettendo a disposizione la considerevole somma di 600 mila euro. I «black point», individuati dopo un attento monitoraggio durato diversi mesi, sono quei punti resi estremamente pericolosi dalla scarsa manutenzione stradale o dall'assenza o la non correttezza della segnaletica stradale apposta, dall'illuminazione insufficiente, dal fondo sconnesso, da curve pericolose non segnalate. Solo per fare qualche esempio, via di Tor Carbone, circa tre chilometri che attraversano una valle tra l'Appia Nuova e l'Ardeatina. Una strada fatta di sole curve senza neanche un lampione. Stessa pericolosità riscontrata nel primo tratto di via Appia Pignatelli, dove la carreggiata ridotta a due corsie, l'assenza di marciapiedi e di illuminazione rendono quel tratto estremamente pericoloso, anche di giorno. Ancora, il paradosso di via di San Gregorio, in pieno centro, dove le strisce pedonali attraversano la curva. Non si contano poi i semafori nascosti dalla vegetazione e altre situazioni simili che rendono inutilmente pericolosi molti incroci e strade della Capitale per autisti, centauri e pedoni.

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