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E il «Financial Times» loda l'Italia: «Bene la norma sul rientro dei capitali»

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Nellasua rubrica «European view», l'editorialista del quotidiano inglese Paul Betts ricorda come già in passato il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, abbia varato dei provvedimenti simili (nel 2001 e nel 2003) a quello approvato nei giorni scorsi, rimpatriando in totale 46 miliardi di euro e permettendo al Fisco di recuperare tasse per 2,1 miliardi. «Altri paesi hanno seguito l'esempio dell'Italia — scrive Betts — ma con scarso successo. In larga misura questo è dipeso dal fatto che hanno adottato una posizione più puritana insistendo su penalità molto più alte per i cittadini che rimpatriavano fondi mai denunciati al fisco». L'Italia invece ha scelto una strada diversa e lo fa anche ora che i paesi del G20 hanno deciso di lanciare una decisa campagna contro i paradisi fiscali e il segreto bancario. «La maggior parte dei paesi — continua Betts — appare determinato a mantenere un approccio punitivo nei confronti degli evasori fiscali anche se questi decidono di mettersi in regola. L'Italia invece sembra pronta ancora una volta a uscire dai ranghi con un approccio più flessibile e comprensivo per indurre i suoi cittadini, forse sempre più preoccupati dallo svanire del segreto bancario, a rimpatriare i loro fondi offshore». «Questa volta però — conclude Betts — l'amnistia riguarderà solo i fondi che torneranno effettivamente in Italia e non quelli semplicemente dichiarati e poi lasciati sui conti offshore. Se questo aiuterà gli imprenditori italiani a regolarizzare la loro situazione fiscale e permetterà loro di iniettare nuova liquidità nelle loro imprese in un momento di credit crunch, questo difficilmente potrà essere uno sviluppo negativo».

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