Vigilanza, commedia dell'assurdo
È il virus Rai: grottesco e incurabile. Pensare che i destini dell'Italia si giochino a Viale Mazzini è un autentico abbaglio a cui pochi uomini di partito si sottraggono. Avere trasformato il servizio pubblico in un idolo intorno a cui tutti si azzuffano, è sintomo della singolarità italiana che ci divide dall'Occidente. Centinaia di partitocrati si arrovellano e minacciano per una dichiarazione a un telegiornale o per un dibattito di sedicente «approfondimento». Migliaia di giornalisti, intellettuali e pseudo-tali sbavano per collaborazioni lautamente retribuite per chi è disposto ad indossare una casacca colorata. Centinaia di funzionari, certo con molte lodevoli eccezioni, che sono pronti ad elargire favori a chi è mandato «da Picone», perché così vuole l'istituto della raccomandazione. Che fare? Dimenticare la Rai. Massimo Teodori
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