Vigilanza, commedia dell'assurdo
È il virus Rai: grottesco e incurabile. Pensare che i destini dell'Italia si giochino a Viale Mazzini è un autentico abbaglio a cui pochi uomini di partito si sottraggono. Avere trasformato il servizio pubblico in un idolo intorno a cui tutti si azzuffano, è sintomo della singolarità italiana che ci divide dall'Occidente. Centinaia di partitocrati si arrovellano e minacciano per una dichiarazione a un telegiornale o per un dibattito di sedicente «approfondimento». Migliaia di giornalisti, intellettuali e pseudo-tali sbavano per collaborazioni lautamente retribuite per chi è disposto ad indossare una casacca colorata. Centinaia di funzionari, certo con molte lodevoli eccezioni, che sono pronti ad elargire favori a chi è mandato «da Picone», perché così vuole l'istituto della raccomandazione. Che fare? Dimenticare la Rai. Massimo Teodori
Dai blog
Serena Brancale rivela il suo amore per Roma: "Mi ha rubato il cuore"
Sal Da Vinci virale: "Per sempre sì" fa il giro del mondo
Confessioni sulla pista da ballo. Così Madonna reinventa la dance music