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@BORDERO:#[email protected]%@ Si contano sulle dita di una mano ...

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«Purtroppo sono le istituzioni ad essere assenti - dice Antonio Chiricosta, residente vicino Corso Francia - La situazione d'abbandono è lampante da anni, disastrosa per vive in zona. La tragedia è accaduta qui, ma poteva essere anche a cinquecento metri, a Ponte Milvio, ovunque. Che fine ha fatto la Metro a Corso Francia, inaugurata sì, ma chiusa poco dopo. E ci si dovrebbe rassegnare a finire ammazzati in questa stazione?». «Ci conviviamo da anni con il pericolo - sottolinea Anna Sininberghi - Ho dovuto rinunciare alla mia auto. Qui vicino, in via Flaminia Vecchia, accade di tutto, come mi è successo di vedere degli zingari scappare con i pezzi della mia macchina in mano. Il problema è proteggere i nostri figli: qui abbiamo le loro scuole. Abbiamo paura». Cercando di attraversare il piazzale, facendo attenzione a non scivolare sul fango, si incontrano altri residenti di zona. «La situazione è allarmante - dice Alfredo Iorio, del Movimento Trifoglio - C'è tanta gente che qui lavora, come i ferrovieri. Spesso devono stare attenti perché i baraccati gli scagliano contro i cani. Occorre far rispettare i dettami della convivenza civile». «La presenza di queste realtà devianti ha assunto proporzioni immani - dice l'avvocato Giorgio Mori - La cosa si ripercuote sulla vita del quartiere. Ci sono bambine rom che vengono mandate a suonare i campanelli di casa. Sembra che facciano da apristrada a topi d'appartamento». Allo scalo ferroviario anche un giornalista della televisione romena «ProTv», l'equivalente della nostra Italia1, dice: «Qui in Italia abbiano fratelli e parenti. Siamo molto preoccupati - dice George Bcihnici - Come ha detto il nostro Presidente, i nostri connazionali devono denunciare chi si macchia di delitti. Stiamo cercando di documentare quello che avviene, come l'episodio avvenuto alla stazione Nomentana». Inoltrarsi nella baraccopoli dove viveva lo stupratore è un attimo, basta seguire per alcuni metri i binari. Ma sarà così ancora per poco. Oggi la bidonville verrà eliminata, mentre la stazione di Tor di Quinto verrà chiusa lunedì per una profonda ristrutturazione. Una chiusura contrassegnata da una tragedia finale.

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