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Il Professore vuole approfondire il caso L'oncologo si prepara a dare battaglia

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Oggi, tanto per completare la misura, ci sarà, secondo alcune persone bene informate, una nuova pesante bordata di Marco Rizzo del Pdci con un articolo nel quale confermerà ancora una volta, con assoluta determinazione, che occorre riparare il gravissimo danno inferto alla ricerca scientifica contro il cancro oltre ad auspicare una svolta nel comportamento politico governativo che deve essere diverso in maniera significativa da quello del governo Berlusconi. La notizia del «richiamo» di Prodi, però «non risulta all'ufficio stampa del Ministero della Salute che, invece, ha espresso valutazioni negative nei confronti di coloro che per considerare i curriculum scientifici del professor Cognetti e della dottoressa Muti hanno utilizzato le pagine esistenti su Google. È un criterio questo - si fa notare - di nessun valore perché allora i protagonisti di eventi criminosi con centinaia e centinaia di report meriterebbero di essere presi in considerazione per incarichi politici o scientifici. A parte questa considerazione che non è certamente risolutiva ai fini della polemica che si è aperta, c'è da aggiungere che il professor Cognetti non intende intervenire ancora, per il momento almeno, nella disputa. Continua a far rilevare che la sua conferma per opera del ministro della sanità ad interim Berlusconi non è avvenuta ad elezioni già svolte ed alla vigilia dell'insediamento del nuovo governo Prodi, ma prima delle ultime elezioni politiche come risulta dagli atti, anche se il ministero della Salute sottolinea che la notifica è avvenuta dopo le consultazioni elettorali. Continua, però, a far rilevare che il suo curriculum non è stato preso in considerazione per la semplice ragione che nessuno ha chiesto altri aggiornamenti o nuove informazioni come dovrebbe essere domandato per mettere a confronto due posizioni diverse. E, neppure, è stata avanzata una richiesta per una relazione aggiornata sui risultati del lavoro scientifico realizzato in cinque anni di direzione. L'ex direttore scientifico del Regina Elena ha, però, espresso un giudizio positivo nei confronti della proposta, avanzata da illustri commentatori, di una valutazione da parte di una commissione internazionale dei titoli dei candidati alla direzione di un istituto scientifico. Se si agisse in questo senso si aprirebbero cosi le porte anche a candidati stranieri i quali potrebbero anche loro presentarsi per assumere ruoli di rilievo nel nostro sistema di ricerca. Ricordiamo a questo proposito che ci sono illustri precedenti nel nostro paese. Hanno, infatti, lavorato in Italia scienziati come Bovet e Chain, Daniel Bovet che aveva sposato Filomena Nitti, fu chiamato in Italia nel 1948 a guidare il nuovo laboratorio di chimica terapeutica, che fu un fiore all'occhiello dell'istituto superiore di Sanità. All'istituto di sanità lavorò anche un altro «genio», Ernst Boris Chain, anche lui premio Nobel per la Medicina o la Fisiologia nel 1945 insieme a Alexander Fleming e Howard Florey per la scoperta della penicillina. Adesso questa presenza internazionale da tempo si è ridotta con grave danno per la qualità della ricerca scientifica italiana. Il professor Cognetti avrebbe poi aggiunto che però che prima di tutto sarebbe necessaria una reintegrazione nel ruolo che aveva con una valutazione di quanto ha fatto in questi ultimi anni in maniera chiara ed esplicita. È evidente che un ricercatore che ha svolto un lavoro d'estremo rilievo in un campo così delicato debba conoscere il parere ed il giudizio del ministero. Se il giudizio è corretto non s

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