Ciampi: «L'Italia sa vivere nella concordia»
Due ore trascorse nelle Marche, quelle del presidente, accompagnato dalla signora Franca, festeggiatissima anche lei, che sono sembrate davvero una tappa familiare: nella piazzetta Giovanni Paolo II, dove sorge lo Spedale del Buon Gesù, sede della mostra, c'erano infatti non solo le autorità, ma anche il figlio di Ciampi Claudio e la nipote Margherita, in dolce attesa, insieme al marito Giordano Gironacci industriale calzaturiero del Fermano. Ovunque volti sorridenti, entusiasmo e tantissimi applausi per il presidente, che il sindaco Roberto Sorci e lo stesso Merloni hanno definito nei loro interventi «il più alto punto di riferimento a difesa e salvaguardia dell'unità del Paese, nel difficile momento che stiamo attraversando». Un passaggio, dai toni quasi accalorati, che Ciampi non ha lasciato cadere, nel suo breve discorso fuori programma di saluto: «L'Italia - ha detto - oltre che essere laboriosa e industriosa e vivere nella concordia, sa che la sua forza più grande sta nella cultura e nella qualità della vita». Un binomio questo che nelle Marche, e forse a Fabriano in particolare, è sostanzialmente solido, e che la mostra su Gentile è destinata a rafforzare facendo della «piccola capitale del lavoro anche una piccola capitale dell'arte». Accompagnati fra gli altri dal ministro Giorgio La Malfa e dai sottosegretari Antonio Martusciello, Mario Baldassarri e Antonio D'Alì e da Antonio Maccanico, Ciampi e la moglie hanno visitato la rassegna in forma privata, seguendo le spiegazioni dei curatori Keith Christiansen e Andrea De Marchi. Dopo il taglio del nastro e la firma sul Libro d'onore, Ciampi è sceso a piedi fra due ali di folla in festa e tanti bambini nella piazza del Comune, dove il sindaco gli ha consegnato le chiavi della città, e una copia del nuovo Statuto comunale, stampata su una speciale carta Fabriano. Tante le mani che il capo dello Stato ha stretto lungo il suo tragitto a piedi prima di lasciare la città: i momenti più toccanti il saluto al presidente locale dell'Anpi Angelo Falzetti e l'abbraccio ad una ragazza disabile, Federica Stroppa, appassionata nuotatrice. «Allora ti vedremo alle Paraolimpiadi», le ha detto il capo dello Stato con un gesto di incoraggiamento.
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