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Schede contestate Il Viminale chiude Tremaglia rilancia

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Inoltre, in una lettera inviata dal console Roberto Falaschi a diversi ministeri competenti, alla Commissione centrale elettorale presso la Corte di Cassazione ed alla Procura della repubblica di Roma si segnala come 1190 plichi elettorali destinati ad altrettanti italiani all'estero con diritto di voto non sono mai arrivati a destinazione - e quindi molti connazionali non hanno potuto votare - perché mai spediti dalla società americana incaricata dal consolato generale d'Italia a san Francisco di compiere questa operazione. Gli italiani che ricadono sotto la giurisdizione del consolato generale di san Francisco sono circa 9200. Per quanto riguarda invece la vicenda delle schede contestate il Viminale ha spiegato che all'origine del grande equivoco c'è stato un errore materiale: la somma delle schede contestate con quelle bianche o nulle ad opera di alcuni Uffici elettorali circoscrizionali. Il numero delle schede elettorali contestate si è ridotto da 43.028 a 5.266. Ma ieri ci ha pensato Mirko Tremaglia a riaccendere il fuoco delle polemiche: le elezioni delle circoscrizioni estere sarebbero irregolari. Non parla di brogli il ministro ma di «irregolarità gravissime» che gettano ombre pesanti sullo svolgimento della tornata elettorale all'estero. Ombre, suggerisce, che possono essere dissipate in un solo modo: ripetere le elezioni per l'estero. Un proposito che, se fosse realizzato, rimetterebbe tutto in discussione, a cominciare naturalmente dalla vittoria del centrosinistra: proprio dalle circoscrizioni estere sono arrivati infatti in dote all'Unione i quattro senatori su sei che le hanno permesso di scavalcare la Cdl al Senato. Le responsabilità tecniche dei ritardi e dei plichi mai arrivati, attacca Tremaglia, sono dei comuni di provenienza dei cittadini italiani all'estero che non hanno fornito gli indirizzi esatti di residenza degli aventi diritto ai consolati. Ma la sconfitta della Casa delle libertà in tutti e cinque i continenti, accusa, ha anche una ragione «politica». «Non ho sbagliato solo io — si difende — abbiamo sbagliato tutti», perché presentare quattro liste separate del centrodestra quando bastava la lista Tremaglia a rappresentare tutta la coalizione è stata «un'idiozia politica». Uniti, si accalora il dirigente di Alleanza Nazionale, «avremmo vinto».

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