Dal Bingo all'editoria, le mani bucate dei Ds
Quando provano a fare gli imprenditori, a D'Alema e Fassino non ne entra una
Non gliene è entrata una, e hanno capito il funzionamento del mercato solo dopo essere finiti ko ed essere stati costretti a cedere in blocco per qualsiasi cifra il tesoretto a qualche professionista del settore, che subito l'ha valorizzato e ha iniziato a guadagnarci. Oggi alla Beta immobiliare rimane in carico il rudere di qualche sezione di periferia e nonostante i generosi regali del condono fiscale, ha ancora un patrimonio netto negativo di 7 milioni di euro e qualche debituccio da onorare. Ma la maledizione delle mani bucate è andata in scena ovunque. Vi ricordate il Bingo? Anche quella fu una grande idea nata sotto i governi dell'Ulivo, con una solida regia delle allora Botteghe Oscure. Non a caso erano in prima fila proprio gli amici personali di D'Alema, da quel Luciano Consoli che appariva e scompariva in ogni avventura della bella sinistra di governo, a quel Roberto De Santis che con l'attuale presidente Ds ha conservato sempre un legame stretto stretto, unendo passioni personali (la celebre barca, di cui è sempre stato socio), amicizia e tempo libero (hanno trascorso insieme l'ultimo Capodanno). Amici e conoscenti dietro l'avventura del Bingo, ma non solo: si è gettato a capofitto lo stesso partito, chiedendo come sempre un aiutino al mondo delle coop. Fu così che nacquero all'ombra dei Ds società come Ludotech e Playsistem e le loro derivazioni. Da lì prese le mosse la Formula Bingo ideata dallo stesso Consoli, che doveva essere la finanziaria-chiave per lanciare il giochino in Italia e fare tanti soldi. I Ds immaginavano di ripagare in quel modo, con questa sorta di roulette dei poveri, parte della montagna di debiti accumulata negli anni con le disavventure editoriali e immobiliari. Non ce l'hanno fatta. Anzi. Hanno ancora una volta aumentato debiti e inanellato disastri imprenditoriali. Tutte le società interessate o sono fallite o sono state messe in liquidazione. Il buco senza fondo del partito si è allargato. La Formula Bingo è andata alla deriva non incassando nemmneo una lira fin dalla sua partenza. Alla fine è stata abbandonata perfino dai legali che avrebbero dovuto fare causa a tutte le sale gioco, perché si erano stufati di lavorare e spendere in bolli di tasca propria. Un flop di quelli che raramente si sono visti nella pure disastrata storia imprenditoriale del nostro Paese. Di più: perché con il Bingo i Ds al governo pensavano perfino di risanare i conti pubblici dello Stato, regalando con l'idea una valanga di entrate erariali. Alla fine hanno consegnato solo l'ennesimo buco al povero successore, Tremonti. Franco Bechis
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