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Giustizia, linea morbida per evitare lo scontro

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Paziente disponibilità della maggioranza ad ascoltare le esigenze dei magistrati. Il «caso Fucci» al Csm

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«Nonostante la presa di posizione della categoria, da parte della Cdl c'è la volontà di dialogare», sottolinea il responsabile Giustizia di Forza Italia. A conferma delle parole di Gargani ci sarebbero anche le decisioni prese ieri mattina dall'Ufficio di presidenza della commissione Giustizia della Camera, che sta esaminando la riforma: una serie di audizioni (Anm, Aiga, Avvocatura dello Stato, Camere Penali, costituzionalisti) e solo dopo la discussione generale. In sostanza, una sorta di «tregua»: «Con questi tempi, il provvedimento dovrebbe essere in aula alla Camera il due aprile - spiega Gaetano Pecorella, presidente della Commissione - L'intenzione è quella di vedere se ci sono punti su cui è possibile, mantenendo la struttura del provvedimento, di andare incontro alle varie richieste». Pecorella assicura che durante l'incontro al ministero di via Arenula (presenti lo stesso Pecorella, Vietti, Gargani, La Russa e il ministro Castelli e Nitto Palma, che è relatore in commissione della riforma) «non si è fatto il nome di Fucci». Ma le polemiche di questi giorni difficilmente saranno rimaste fuori dalla riunione, e la linea dura scelta dai magistrati nei confronti della riforma rischia di avere il suo peso nella valutazione dell'atteggiamento da tenere da parte della Cdl sulla giustizia. Pecorella assicura: «Tra di noi ci sono differenze di opinione, di toni, di colore. Ma nessuna differenza di sostanza». Palma appare più determinato: «Ascolterò le audizioni, valuterò gli interventi e i pareri, ma questo sistema è quello che, per fare un esempio, ha bocciato ripetutamente Giovanni Falcone. Questo sistema i magistrati difendono. Fucci ci ha accusato di voler fascistizzare la giustizia, per poi difendere un ordinamento degli anni '30». Il testo approvato in Senato è certamente «il testo-base» per la discussione alla Camera sulla riforma dell'ordinamento giudiziario. Ma nella maggioranza c'è quindi «grande disponibilità» a cercare «soluzioni più soddisfacenti» su alcuni punti del provvedimento. A cominciare dai concorsi. Infatti Pecorella giudica un buon passo avanti la soluzione trovata a Palazzo Madama per introdurre una più netta separazione di funzioni per pm e giudici. Quella di sui temi della giustizia «è stata una riunione di carattere squisitamente tecnico». Afferma il ministro della Giustizia al termine della riunione dei cosiddetti «saggi» della Casa delle Libertà. «Peraltro - ha aggiunto il Guardasigilli - come ho sempre detto e come sia tutti d'accordo, l'impianto generale della riforma dell'ordinamento giudiziario non deve essere stravolto, anche se siamo disponibili ad alcune modifiche». Intanto sul caso Fucci «il plenum del Csm discuta le dichiarazioni fatte al congresso di Venezia dal segretario dell'Anm» è la richiesta che i cinque consiglieri laici della Cdl formalizzeranno nelle prossime ore al comitato di presidenza dell'organo di autogoverno della magistratura, chiedendo che sia l'assemblea a discutere sulle parole che ieri hanno portato il numero due dell'Anm a fare un passo indietro rimettendo il mandato nelle mani della sua corrente, Unicost. Nessuna richiesta di apertura di una pratica, quindi, ma un dibattito in plenum.

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