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Ulivo europeo alle elezioni, il centrosinistra si spacca

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L'idea piace alla maggioranza dei Ds, con in testa il segretario Piero Fassino e il presidente Massimo D'Alema. Dice sì anche la Margherita, con Francesco Rutelli convinto che la proposta «si inquadra nella strategia di unità della coalizione». Il socialista Enrico Boselli accoglie in pieno l'invito di Prodi, poiché significa «far diventare la Casa comune dei riformisti una prospettiva concreta». Contrari invece l'Udeur, il Pdci, i Verdi, mentre Di Pietro storce il naso. È la prima volta che il presidente della Commissione europea scende in campo così esplicitamente nelle vicende politiche italiane, precisando comunque che rimarrà a Bruxelles fino al termine del mandato, vale a dire ottobre del 2004, anche in caso di elezioni anticipate in Italia. Anzi, auspica che il governo Berlusconi duri per tutta la legislatura perché c'è bisogno di stabilità. «Non sono nè ombra nè capo del centrosinistra - spiega Romano Prodi -. Sto lavorando a Bruxelles, porto avanti compiti a me affidati, abbiamo realizzato l'introduzione dell'euro, l'allargamento dell'Unione a Est. Abbiamo dato il nostro contributo alla Convenzione che ha preparato la bozza di Costituzione». «Le elezioni del 2004 sono il primo appuntamento della Grande Europa a 25 - aggiunge -. Mi auguro che non siano affrontate più con logiche nazionali, ma europee. C'è bisogno di unità fra tutti coloro che hanno un'idea forte dell'Europa e che la ritengono un elemento qualificante del progetto politico. Quando vedo la parte dominante della Margherita e dei Ds vedo la stessa idea di Europa». L'invito di Prodi a compattare gli schieramenti è rivolto sia al polo di centrosinistra che di centrodestra, perché «è utile a tutti che in Europa vi siano liste omogenee». Fassino è pronto a scendere in pista e crede che l'Europa possa essere il collante dell'Ulivo. «Non ho gelosie di partito» assicura, ricordando di aver fatto per primo il nome di Prodi come leader del centrosinistra e di aver sempre lavorato per l'unità della coalizione. Anche D'Alema è d'accordo, mentre per Cesare Salvi, del Correntone, è un'idea «profondamente sbagliata» la cancellazione dei Ds nelle liste per le europee. Dice no anche il coordinatore del Correntone, Fabio Mussi, che propone invece un manifesto per l'Europa di tutte le forze dell'Ulivo con il logo della coalizione in tutti i simboli dei partiti. La stessa soluzione viene proposta da Armando Cossutta e Marco Rizzo, del Pdci. L'ispirazione di Prodi è da condividere, secondo Cossutta, anche perché nell'Europarlamento c'è la situazione anomala dei deputati dell'Ulivo divisi in cinque gruppi. Ma la lista unica potrebbe creare dei problemi «per ragioni più tecniche che politiche». «La proposta di Prodi è molto interessante per le prossime politiche, ma per le europee stiamo già lavorando ad una lista e ad un programma comune con gli altri Verdi d'Europa» frena il leader del Sole che ride, Alfonso Pecoraro Scanio, spiegando che alle politiche ci sarà un simbolo dell'Ulivo sulle schede, e avrà un senso avere un unico simbolo anche per il proporzionale. Decisamente contrario alla lista unica è Clemente Mastella perché, visto che si vota con il sistema proporzionale, è giusto che «ognuno confermi la propria originalità, la propria tipicità». St. Mor.

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