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Torna Berlusconi e ferma tutti i giochi Rientra dal tour in Medio Oriente, convoca i suoi e annulla il Consiglio dei Ministri di oggi

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Che aggiunge: «Se Silvio non interviene subito questa macchina non si ferma più». È tutta qui, in queste parole, la sintesi della giornata. Le Lega alza il tiro, An non arretra, l'Udc insiste, Forza Italia media. In questa situazione e con questo clima, Berlusconi torna a Roma. E chiama alcuni dei suoi (prima Giuliano Ferrara e poi Fabrizio Cicchitto, Gioacchino Alfano, Claudio Scajola, Sandro Bondi) per fare il punto della situazione. E la prima novità arriva dopo poco: viene annullato il Consiglio dei Ministri. Ufficialmente per impegni internazionali di Fini e Tremonti. Scajola in serata lancia messaggi rassicuranti: «C'è un confronto che è giusto e logico che ci sia. Berlusconi è sempre aperto al confronto - sintetizzerà uscendo da Palazzo Grazioli - C'è un approfondimento della agenda di governo, che verrà fatto nei prossimi giorni, un tagliando per il rilancio dell'azione di governo che è stata finora molto positiva». Sul tavolo c'è la verifica, che si dovrebbe concludere prima dell'inizio del semestre italiano di presidenza Ue, ma ancora non c'è una data d'inizio, probabilmente la prossima settimana. Anche se di fatto è già in corso. C'è tensione tra Bossi che attacca per non essere attaccato e Fini che non accusa, glissa sul rimpasto, ma chiede che il suo partito conti di più. «Le minacce di Bossi sono ridicole, e confermano la necessità di procedere senza indugi alla verifica programmatica, che», avverte il portavoce di An Mario Landolfi, «deve essere stretta, intensa e risolutiva». Alleanza nazionale non ha ancora deciso se insistere nel chiedere la sostituzione di qualche ministro. Si limita a non escluderla: «Potranno verificarsi delle modifiche nell'assetto della coalizione di governo», avverte infatti il viceministro al Commercio Estero, Adolfo Urso. «La nostra gente vuole un Fini che precede Berlusconi, non che lo segue», incalza il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno. Un altro ministro di An, Maurizio Gasparri, smorza i toni: «Nella maniera più assoluta non è a rischio la tenuta del governo». «Non parliamo di crisi, per amor di Dio. È necessario un momento di calma e di riflessione per tutti», aggiunge il ministro per le Politiche comunitarie dell'Udc Rocco Buttiglione, che però consiglia a Bossi di «darsi una calmata». «Tutti vogliono fare le riforme, mi auguro che vogliamo fare le stesse riforme», aggiunge. «Quando infuria la polemica occorre dare camomilla a tutti», sentenzia segretario dell'Udc Marco Follini, che non intende però cedere sulle quattro priorità indicate dal suo partito: aiuti fiscali alla famiglia, riforma della scuola e promozione della ricerca, penalizzate dai tagli di Tremonti, Mezzogiorno. F. D. O.

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