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Tg4, Capezzone non fa sconti: “Crisi di Ceuta? Sinistra tragicomica con le balle su Sanchez”

Foto: Mediaset

Ignazio Riccio
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Un dialogo che entra dritto nel cuore dello scontro politico sull'immigrazione quello andato in onda al Tg4, tra la vicedirettrice Stefania Cavallaro e Daniele Capezzone, direttore de "Il Tempo". Il servizio mandato in onda documentava la tensione crescente a Ceuta, dove un procuratore ha indicato come unica via d'uscita per alleggerire la pressione sull'exclave spagnola il trasferimento di parte dei migranti "in continente", cioè in Spagna. Una prospettiva che, secondo Cavallaro, "riguarda tutti, in primis ovviamente gli abitanti di Ceuta, ma [...] tutta l'Europa". La giornalista ha chiesto a Capezzone di rispondere a chi "non ci vuole credere e si ostina a ripetere che la situazione in realtà è normale ed è rientrata". La replica del direttore de "Il Tempo" non si è fatta attendere: "Ma non ci devono neanche pensare".

 

 

Capezzone ha poi allargato il ragionamento partendo da un'immagine forte, quella di una cittadina che nel servizio del Tg4 aveva reagito con veemenza alla narrazione rassicurante di certa informazione: "La signora che giustamente ha risposto in modo così veemente [...] è l'impatto della realtà contro gli intellettuali da salotto che dicono 'ma no signora stia tranquilla, non c'è un problema di immigrazione, non va collegato alla criminalità'". Per il direttore, i numeri e i fatti raccontano un'altra storia rispetto alla rassicurazione istituzionale: "C'ha i 140 morti, la stagione turistica che è saltata, una violenza al giorno, i commercianti di Ceuta che vengono presi col punteruolo qui al collo [...]". Da qui la conclusione, quasi inevitabile secondo Capezzone: "È chiaro che quella diventa una furia".

 

 

Il passaggio più tagliente dell'intervento riguarda però la sinistra italiana e il suo rapporto con il premier spagnolo Pedro Sánchez, presentato a suo tempo come modello di gestione rapida ed efficace della crisi migratoria: "La cosa poi tragicomica è che a sinistra avevano detto [...] 'però Pedro Sanchez ha risolto tutto in tre giorni', quanto tempo è passato? Guarda come stiamo combinati". Capezzone ha voluto anche ricostruire le premesse politiche della crisi, richiamando la maxi-regolarizzazione di migranti irregolari varata da Madrid prima dell'attuale emergenza: "Lui, Pedro, sempre l'idolo della sinistra italiana, aveva prima di questa cosa fatto una sanatoria per 600mila persone illegali a cui dava il permesso di soggiorno". Una scelta che, a suo giudizio, ha prodotto un effetto imitativo su altri Paesi e altri flussi migratori: "È evidente che se tu fai una cosa di questo genere che cosa vuoi che accada? Che altri dicano ci provo, anch'io ci proviamo anche noi, eccoci qua”. Al netto della vivacità del confronto, il punto politico che resta sul tavolo è quello sollevato in apertura da Cavallaro: la crisi di Ceuta non è un problema circoscritto alla Spagna, ma un banco di prova per l'intera Unione Europea sulla gestione dei flussi migratori. Le parole di Capezzone aggiungono a questo scenario un affondo esplicito contro chi, a suo dire, ha per anni minimizzato il nesso tra immigrazione incontrollata e ordine pubblico, salvo poi dover fare i conti con una realtà che si è imposta da sé, con la sua violenza quotidiana e i suoi costi sociali ed economici.

 

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