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Firenze, “cagna maledetta”. L'odio social contro Meloni del professore recidivo

Foto: Lapresse

Christian Campigli
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Errare humanum est, perseverare autem diabolicum. Un famoso detto latino che, evidentemente, non tutti gli insegnanti conoscono. Ve ne è uno, a Firenze, che pare essere caduto nuovamente nel medesimo errore. Questa almeno la denuncia di due consiglieri regionali di Fratelli d'Italia, Jacopo Cellai e Matteo Zoppini: un docente fiorentino avrebbe pubblicato un video sui social e avrebbe offeso il presidente del Consiglio. "Cagna maledetta". Questa la scritta che campeggia su un girato che ritrae Giorgia Meloni condiviso sui profili social di un docente di un istituto superiore fiorentino. Uno spezzone di una celebre serie TV, Boris, sovrapposta alle immagini della fondatrice di FdI che parla del referendum sulla giustizia.

 

 

Il professore in questione, ex consigliere di quartiere a Firenze per la sinistra, ha sulle spalle una condanna per aver, sempre sui social, commentato con una bestemmia la nuova denominazione del Ministero dell'Istruzione e del Merito. "Uno pseudoprofessore inadeguato al ruolo. La scuola non è un centro sociale dove tutto è permesso - hanno sottolineato Cellai e Zoppini - è vergognoso e inammissibile che chi ha importanti funzioni educative si lasci andare a espressioni blasfeme e offensive nei confronti di chiunque, tanto più se rappresentante delle istituzioni. I social non sono una zona franca dove ognuno può offendere impunemente o esprimersi come se fosse al circolo o in un centro sociale".

 

 

Una vicenda che supera ampiamente la farsa e trasforma la critica in offesa. "Il volgare linguaggio d'odio usato dal professore è ancor più grave per la professione che svolge - hanno concluso i due consiglieri regionali -. Nella nostra visione insegnare significa non solo dare nozioni, ma essere d'esempio per gli studenti. Esempio positivo, esattamente il contrario di quanto è accaduto. Parole volgari e impregnate di odio incompatibili con l'insegnamento. Confidiamo in una condanna e nell'intervento degli uffici scolastici".

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