Referendum, “senza vergogna”. Di Pietro smaschera il ‘sistema' Gratteri: pesca a strascico
“Gratteri non ha vergogna di quel che dice”: Antonio Di Pietro interviene sul caso di Nicola Gratteri e ricostruisce perché e cosa abbia spinto il procuratore di Napoli a dirla così grossa, scatenando l’ovvia e prevedibile reazione pubblica. L’ex pm di Mani Pulite, tra i favorevoli al Sì al referendum, in una lunga intervista a Il Foglio svela il metodo Gratteri e mette a nudo tutte le contraddizioni del magistrato-testimonial dei comitati del No. Nessun fraintendimento, nessuna manipolazione delle sue parole, il procuratore capo di Napoli sapeva benissimo quello che faceva ed era ben consapevole di parlare alla “pancia dell’opinione pubblica. La sua logica è: purché se ne parli, a prescindere dal merito”.
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L’obiettivo di Gratteri, secondo Di Pietro, sarebbe stato ed è quello di amplificare al massimo le reazioni dell’opinione pubblica e commentatori e, svela l’ex pm di Mani Pulite, “è uno dei motivi per cui io non entro mai in conflitto con lui: non vedo perché raddoppiargli la visibilità. Meno che meno sul tema del referendum”. Nessuna polemica infatti tra i due: Di Pietro stima Gratteri e crede che il procuratore non voglia fare politica perché “un magistrato ha più potere di un qualsiasi politico”. E poi, secondo lui, “è un uomo molto intelligente”: nonostante questo, però – ammette – “la sua è stata una pesca a strascico che ha tirato dentro tanti innocenti”.
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Gratteri, sempre secondo l’ex magistrato, non proverebbe vergogna di quel che afferma e ha affermato: “anche se dice il falso – sottolinea Di Pietro – perché sa che verrà creduto a prescindere. Dopodiché sarà la storia a giudicare se sia stato meglio il lavoro da formichino che ho fatto io, lento lento e meticoloso, o il lavoro da formichiere che fa lui”. Il sole e la luna, quindi. Due metodi diversi di intervenire sul tema: “Lui è un protagonista, indubbiamente. Ma si ammanta anche di protagonismo, per far parlare di sé. La differenza tra i due elementi è sottile”.
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